Papa all’Angelus: la trasfigurazione ci fa capire la Pasqua di risurrezione

Il Vangelo della seconda domenica di Quaresima, ci invita a contemplare la trasfigurazione di Gesù. Questo episodio va collegato a quanto era accaduto sei giorni prima, quando Gesù aveva svelato ai suoi discepoli che a Gerusalemme avrebbe dovuto «soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere».

Questo annuncio aveva messo in crisi Pietro e tutto il gruppo dei discepoli, che respingevano l’idea che Gesù venisse rifiutato dai capi del popolo e poi ucciso. Loro infatti attendevano un Messia potente, forte, dominatore, invece Gesù si presenta come umile, come mite, servo di Dio, servo degli uomini, che dovrà donare la sua vita in sacrificio, passando attraverso la via della persecuzione, della sofferenza e della morte. Ma come poter seguire un Maestro e Messia la cui vicenda terrena si sarebbe conclusa in quel modo? Così pensavano loro. E la risposta arriva proprio dalla trasfigurazione. Che cos’è la trasfigurazione di Gesù? E’ un’apparizione pasquale anticipata.

Gesù prese con sé i tre discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni e «li condusse su un alto monte» (Mc 9,2); e là, per un momento, mostra loro la sua gloria, gloria di Figlio di Dio. Questo evento della trasfigurazione permette così ai discepoli di affrontare la passione di Gesù in modo positivo, senza essere travolti. Lo hanno visto come sarà dopo la passione, glorioso. E così Gesù li prepara alla prova. La trasfigurazione aiuta i discepoli a capire che la passione di Cristo è un mistero di sofferenza, ma è soprattutto un dono di amore, di amore infinito da parte di Gesù. L’evento di Gesù che si trasfigura sul monte ci fa comprendere meglio anche la sua risurrezione. Per capire il mistero della croce è necessario sapere in anticipo che Colui che soffre e che è glorificato non è solamente un uomo, ma è il Figlio di Dio, che con il suo amore fedele fino alla morte ci ha salvati. Il Padre rinnova così la sua dichiarazione messianica sul Figlio, già fatta sulle rive del Giordano dopo il battesimo, ed esorta: «Ascoltatelo!» (v. 7). I discepoli sono chiamati a seguire il Maestro con fiducia, con speranza, nonostante la sua morte; la divinità di Gesù deve manifestarsi proprio sulla croce, proprio nel suo morire «in quel modo», tanto che l’evangelista Marco pone sulla bocca del centurione la professione di fede: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

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3 Commenti

Celia Iniesta Solano il 28 febbraio 2018 alle 7:20 pm.

Buenas tardes!

Jesús es La Verdad, el camino y la vida. El divino maestro de la autentica sabiduría.
Que bonita se ve Roma nevada. Año de nieve año de bienes( refranero español). Los bienes espirituales son los que les importan a Dios. Que hermoso. Madre mía. Dios ultimamente me está haciendo ver cosas muy bellas. Padre tengo una sorpresa para Benedicto VXI. Y tengo un dilema. Que debo solucionar. Padre mi estudio de pintura está lleno de cosas de Dios. Y el otro día hablando con Dios realize estas acuarelas para Josehp Ratzinger. Y a la hora de firmarlas pienso: si es que esto es cosa de Dios, es un regalo de Dios para Ratzinger. Lo siento tanto así que soy incapaz de firmar con mi nombre. Y después de pensar y preguntarle a Dios llegue a la conclusión. Bueno las hicimos los dos, por eso y por esto tan grande que yo siento al pintar firme así: God and company. Cuando le envíe a los arcángeles se las envío para Él. Dios sabe.
Gracias. Y ánimo , esto no se acaba nunca. La eternidad.

Celia.

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orazio il 26 febbraio 2018 alle 10:18 pm.

Buongiorno Santita’ ,mi chiamo Orazio e sono di Messina,le scrivo per conto di una famiglia che in questi giorni sta vivendo un grandissimo momento di sconforto e d’abbando.
Sofietta di 10 anni, sta tantissimo male dopo un intervento al cervello perfettamente riuscito ,ma con un epilogo postoperatorio disastroso .pochissime le speranze, I genitori stanno morendo appresso a lei,so che ha tante cose da fare,ma una telefonata di conforto,ora che la loro fede barcolla,non so,potrebbe riaccendere la fede e darle tanto conforto.
La prego dia un piccolo grande aiuto a questa famiglia di Messina.
La bimba si chiama Todaro Sofia ed in questo momento e’ ricoverata al policlinico di Messina,pediatria intensiva
Le lascio il numero dei genitori
340/5802663
334/3004119
090/44304
La prego
Il mio numero e,’ 346/8447348
Grazie

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Ivana barbonetti il 26 febbraio 2018 alle 11:07 am.

Una “croce” per me tanto pesante e dura da portare e’ stata una truffa avuta a 66 anni, rubandomi i risparmi conservati per una vecchiaia dignitosa—–e’ stato duro non maledire, e’ stato duro “accettare”- e’ stato duro perdonare——-La trasformazione in gloria di Dio si e’ manifestata giorno per giorno, come?—-“risvegliando” in me forza, capacita’ di cercare giustizia nel posto giusto, preghiera e azioni, perdonando ma cercando giustizia, no vendetta, giustizia—–Se rifiutavo la croce ora ero disperata, forse avrei attuato il suicidio che anziani truffati hanno attuato, e’ scritto nei giornali nazionali, accettando sono serena nell’amore del Signore, accettando i Suoi tempi, ricordiamo che Dio e’ lento all’ira, no ingiusto——–
Ivana Barbonetti.

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