Il Papa a Cesena: i politici al servizio del bene comune

 

Papa Francesco inizia il suo viaggio a Cesena incontrando la cittadinanza in Piazza del Popolo “luogo significativo per la vita civile e sociale della città” perché la piazza è del Popolo, è un luogo emblematico, dove le aspirazioni dei singoli si confrontano con le esigenze, le aspettative e i sogni dell’intera cittadinanza, in questa piazza si “impasta” il bene comune di tutti.

Lavorare tutti insieme per il bene comune, spiega dunque il Santo Padre, questa è la base del buon governo della città, che la rende bella, sana e accogliente, crocevia di iniziative e motore di uno sviluppo sostenibile e integrale. La piazza richiama la necessità, per la vita della comunità, della buona politica; non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi. Il concetto che ci vuol far apprendere Papa Francesco è che la politica debba lavorare prima di tutto per il bene comune poi per il coinvolgimento di tutti i cittadini: “Una politica che non sia né serva né padrona, ma amica e collaboratrice”; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali. Una politica che sappia armonizzare le legittime aspirazioni dei singoli e dei gruppi tenendo il timone ben saldo sull’interesse dell’intera cittadinanza.

Il Papa invita poi tutti a prepararsi e impegnarsi nel campo politico, assumendo fin dall’inizio la prospettiva del bene comune e respingendo ogni anche minima forma di corruzione. “La corruzione non lascia crescere la civiltà.” E il buon politico deve lasciare le sue idee personali per prendere le iniziative degli altri e armonizzarle, accomunarle, perché sia il bene comune ad essere portato avanti. Così il buon politico finisce sempre per essere un “martire” al servizio.

Papa Francesco continua il suo discorso invitando i cittadini ad esigere dai protagonisti della vita pubblica “coerenza d’impegno, preparazione, rettitudine morale, capacità d’iniziativa, longanimità, pazienza e forza d’animo nell’affrontare le sfide di oggi, senza tuttavia pretendere un’impossibile perfezione.” Ma siamo comunque uomini e quando il politico sbaglia, abbia la grandezza d’animo di dire: “Ho sbagliato, scusatemi, andiamo avanti”. E questo è nobile! E quando il politico sbaglia è giusto che sia corretto ascoltando le opinioni della collettività che deve esprimere concetti costruttivi e non semplicemente guardando e parlando dal balcone.

“Siate esigenti con voi stessi e con gli altri, sapendo che l’impegno coscienzioso preceduto da un’idonea preparazione darà il suo frutto e farà crescere il bene e persino la felicità delle persone” è questo dunque l’importante concetto da tener conto dice il Vescovo di Roma e sprona i cittadini romagnoli ad ascoltare tutti, perchè tutti hanno diritto di far sentire la propria voce, specialmente i giovani e gli anziani. I giovani, perché hanno la forza di portare avanti le cose; e gli anziani, perché hanno la saggezza della vita, e hanno l’autorità di dire ai giovani: “Guarda ragazzo, ragazza, su questo sbagli, prendi quell’altra strada, pensaci”.

Infine il Santo Padre esorta i presenti a pregare il Signore perché susciti buoni politici, che abbiano davvero a cuore la società, il popolo e il bene dei poveri. A Lui, Dio di giustizia e di pace, affido la vita sociale e civile della vostra città. Grazie.

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2 Commenti

edgardo ranghino il 4 Ottobre 2017 alle 9:22 am.

Il Papa ci insegna sempre piu’ e ci incoraggia ad ” essere” e non si puo’ essere altro che ” creature nuove”; ascoltarlo fa bene al cuore!

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simona il 2 Ottobre 2017 alle 4:27 pm.

Grazie Santità, ieri mattina ero presente alla sua visita nella mia Cesena!
Ed ero a pochi passi da quei bimbi che Lei saluta nella foto! Ero col gruppo giovanissimi della mia parrocchia dove sono catechista.
Le Sue parole hanno toccato tutti: le cariche comunali e le istituzioni, le famiglie, le parrocchie, i giovani, gli anziani…spero tanto che rimangano segno indelebile nei cuori e nelle menti di coloro che hanno ascoltato e portino frutto!
Grazie Santità, Le vogliamo bene e preghiamo per Lei! Ieri glie lo abbiamo gridato pieni di gioia e commozione!

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