Riflessioni di Papa Francesco

Papa Francesco ai discepoli colombiani: andare all’essenziale, rinnovarsi e coinvolgersi

Andare all'essenziale, rinnovarsi e coinvolgersi

“La Chiesa in Colombia è chiamata ad impegnarsi con maggiore audacia nella formazione di discepoli missionari”. I discepoli devono “andare all’essenziale”, “rinnovarsi” e”coinvolgersi”. Questi sono i concetti dell’omelia di Papa Francesco alla Messa presso l’aeroporto Herrera di Medellín.

Circa un milione di persone, con grande calore, ha circondato il Papa durante il suo giro in automobile. In questa tappa del suo viaggio in Colombia, Francesco sottolinea la centralità di discepoli missionari che sappiano vedere, giudicare e agire, richiamandosi non solo ad Aparecida ma anche al documento di Medellin del ’68.

Per Francesco, dunque, è importante che il discepolo non si attacchi a certe pratiche tipiche dei farisei di allora che a quello di Gesù: erano “paralizzati” da un’interpretazione rigorista della legge, sottolinea. Gesù invece non si ferma ad un’attuazione apparentemente corretta, ma insegna che “la relazione con Dio non può essere un freddo attaccamento a norme”. Quello che deve caratterizzare per primo nella vita del discepolo è, invece, quello di “andare all’essenziale”. Il discepolato, infatti, non può essere motivato “semplicemente da una consuetudine” , dal fatto che “abbiamo un certificato di Battesimo”, dice, ma deve partire da un’esperienza viva dell’amore di Dio. “Non è qualcosa di statico, ma un continuo movimento verso Cristo”, “un’apprendistato permanente per mezzo della sua Parola”.

Il secondo atteggiamento che deve avere la vita dei discepoli è quello di “rinnovarsi”: anche la Chiesaè sempre in rinnovamento”. L’invito del Signore, è quello di “ponderare le norme” quando è in gioco “il seguire Lui”, quando “le sue piaghe aperte, il suo grido di fame e sete di giustizia”, “ci impongono risposte nuove”. “E in Colombia ci sono tante situazioni che chiedono ai discepoli lo stile di vita di Gesù particolarmente l’amore tradotto in atti di nonviolenza, di riconciliazione e di pace”.

Per essere discepoli di Gesù bisogna “coinvolgersi”, anche se “per qualcuno questo può sembrare sporcarsi”. “Oggi a noi è chiesto di crescere in audacia”, “in un coraggio evangelico” perchè sono molti quelli che hanno fame di Dio perché sono stati spogliati della loro dignità. “E mi chiedo se la fame di Dio in tanta gente forse non avvenga perché con il nostro atteggiamento noi li abbiamo spogliati”. Come cristiani dobbiamo aiutarli: “la Chiesa non è una dogana” ma “vuole le porte aperte, perché il cuore del suo Dio non solo è aperto, ma è trafitto dall’amore che si è fatto dolore”. Per questo non bisogna essere “cristiani che alzano continuamente il cartello ‘proibito il passaggio’” né considerare questo spazio di “mia proprietà”.

La Chiesa, invece, “non è nostra, è di Dio” e “per tutti c’è posto”. Noi siamo semplici servitori. Lo aveva capito bene San Pietro Claver, il gesuita spagnolo che dedicò la sua vita agli schiavi neri deportati a Cartagena.

Sono venuto fin qui proprio per confermarvi nella fede e nella speranza del Vangelo”, conclude il Santo Padre.

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3 pensieri su “Papa Francesco ai discepoli colombiani: andare all’essenziale, rinnovarsi e coinvolgersi

  1. Per stare con Te

    Per stare con Te,
    ho dovuto scegliere di essere
    donna di frontiera, sul confine
    di un mondo che si espande
    e si ripiega, respira e dal blu profondo
    sulla cresta di un’onda bianca si slancia
    e allontana la fine, oltre un altro confine.

    Per stare con Te,
    ho dovuto lasciare ogni certezza,
    per essere solo me stessa, nulla
    senza il Tuo Amore. 
    Sacco svuotato, lentamente rovesciato
    per una tunica di lino.

    Per stare con Te,
    ho dovuto camminare senza sapere
    dove andare, cosa fare, libera 
    di chiederti ogni mattina dove vuoi la mia vita? 
    Ogni giorno Ti ho incontrato
    e amato,  ridendo verso Te,
    le mani ho alzato e un un celeste mantello ondeggiato.

  2. Santo Padre, volgi anche alla chiesa italiana , consacrati e consacrate questo scritto, ancora oggi a 70 anni per il comportamento di molti di loro, prego continuamente; – Signore, donami fede speranza carita’, qualunque cosa accada, perché mi e’ difficile fare finta di non vedere , oppure come mi ha detto una “praticante” 80duenne; prendere o lasciare, o come fa’ la maggior parte dei partecipanti alle messe domenicali, fa’ finta di ascoltare, parlano tra di loro o mentalmente organizzano la loro domenica per nulla interessati a quanto viene detto, perché? perché molti, NON TUTTI, i sacerdoti polemizzano, denunciano fatti brutti ma non dicono come li affrontano, se li affrontano, loro per cambiarli, io pur avendo una chiesa sotto casa, altre nei 14km che percorro per raggiungere quella dove il sacerdote e’ quel pastore che Tu ricordi debba essere, con l’odore delle pecore, e essendo lui una pecora “bianca” nel lassismo dei suoi colleghi, e’ fonte di forti critiche da parte di quei cristiani che Tu, in Colombia, Hai definito; all’acqua di rose,—per quanto possa contare io condivido quanto Tu ci insegni, quanto quel sacerdote che raggiungo nonostante la distanza mi insegna alla luce del Vangelo che mi impegno a leggere e capire per viverlo.

  3. è possibile che qualsiasi atto anti massonico è prepresso con il trattamento psicotico, gli incidenti e le malattie gravi o mortali ??? è possibile che i medici hanno gli strumenti per guarire le malattie gravi o mortali ??? le mie conclusioni non sono tutte giuste, Grazie a Dio molte conclusioni sono sbagliate, altrimenti ci avrei rimesso le penne.

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