Papa Francesco porta ai profughi la solidarità della Chiesa

Papa Francesco porta ai profughi la solidarità della Chiesa

Il dolore del recente Viaggio Apostolico a Lesbo al centro della riflessione di Papa Francesco dopo la preghiera mariana del Regina Coeli: il Santo Padre, raccontando ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro cosa ha provato durante il viaggio, ha voluto ringraziare tutti quanti lo hanno reso possibile.

L’intenzione del Santo Padre, come lo stesso ha chiarito, era quella di portare “la solidarietà della Chiesa” a tutte quelle persone, cristiane e non, che soffrono il dramma dell’abbandono delle proprie terre per insicurezza militare, politica o per cercare un futuro migliore per se stessi e le proprie famiglie.

È a tal fine che Francesco si è recato a Lesbo con “il Patriarca Ecumenico Bartolomeo e l’Arcivescovo Ieronymos di Atene e di tutta la Grecia, a significare l’unità nella carità di tutti i discepoli del Signore”. Un momento ecumenico molto importante, quindi, segno, come ha più volte espresso il Papa, che l’unità dei cristiani e la pace si fanno in cammino, iniziando dalle sfide che il quotidiano presenta.

Nel campo profughi, ha proseguito il Vescovo di Roma, i rifugiati “provenivano dall’Iraq, dall’Afghanistan, dalla Siria, dall’Africa, da tanti Paesi… Abbiamo salutato circa 300 di questi profughi – ha aggiunto Francesco – uno ad uno. Tutti e tre: il Patriarca Bartolomeo, l’arcivescovo Ieronymos ed io. Tanti di loro erano bambini; alcuni di loro – di questi bambini – hanno assistito alla morte dei genitori e dei compagni, alcuni morti annegati in mare“.

Ho visto tanto dolore!“, è stato il centro del messaggio del Papa. Una frase semplice, che riassume tutto il viaggio a Lesbo. Un viaggio che più che apostolico è stato umanitario in quanto volto proprio a incontrare quella umanità ferita che è la carne di Cristo.

Infine il Pontefice ha concluso il proprio intervento raccontando un caso particolare che ben indica come il sangue e il dolore sia trasversale non solo tra i vari cristiani ma anche tra i non cristiani: “voglio raccontare un caso particolare, di un uomo giovane, non ha 40 anni. Lo ho incontrato ieri, con i suoi due figli. – ha concluso il Papa – Lui è musulmano e mi ha raccontato che era sposato con una ragazza cristiana, si amavano e si rispettavano a vicenda. Ma purtroppo questa ragazza è stata sgozzata dai terroristi, perché non ha voluto rinnegare Cristo e abbandonare la sua fede. È una martire! E quell’uomo piangeva tanto…

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4 Commenti

Isabella il 25 Aprile 2016 alle 12:52 am.

*****Buona notte come Buon giorno…..te lo dia la gioia***
Tutto l’amore del Cielo ti protegga
Isabella

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Isabella il 23 Aprile 2016 alle 8:39 pm.

***Gioia a te,domani,con tutte quelle stelle di creature**io sto maluccio…ma passera’,spero presto…vedo le stelle con la mia zampetta,un po’ di meno da domenica scorsa(terribile!!ah ah)ma le vedo ancora(sic!)Ci sento puzza di bruciato,in tutto questo,saro’ matta….. ma lo penso seriamente.Io mi sento che Gesu’ mi adora,sul serio,e se Lui mi ama, e’ chiaro che l’altro mi odi.
Lo Spirito Santo ti riempia di Vita,PROTETTO e AMATO…**********
Isabella

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Isabella il 23 Aprile 2016 alle 12:49 am.

***Grazie!…*Quando scrivo qui,ogni volta,mi accorgo di dimenticare tutto,mi rimane solo il pensiero,desiderio,di rivolgermi a te!Mando indietro il sonno, mi stropiccio gli occhi e…scrivo…perche’ ti voglio sorridere…e almeno,sfiorare,con le mie parole….DIO amore,entri nella tua stanza senza fare rumore,per non svegliarti,e t’inondi di gioia quando ti svegli*Amen
Isabella

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Celia Iniesta il 18 Aprile 2016 alle 9:38 pm.

Santo Padre, me quedo sin palabras ante semejantes situaciones. Todos los inocentes que murieron están con Dios. Y nada existe más verdadero que nuestro Señor. Los ensalzará allí en su reino donde no existe la maldad ni el tiempo.
Cuando me preguntan y cómo Dios permite esto ?? contesto:

Lo mismo que existe el Bien, existe el Mal. Nacemos para servir, y cada cuál elige a quién le sirve.

Dios ya se cansó de arreglar los horrores provocados por los hombres, debemos aprender, el conocimiento es dolor. Cierto es que para ellos en estos momentos no hay consuelo, ni entendimiento, pero mañana entenderán y aprenderán del sufrimiento,y, serán testigos de lo que pasó.Serán supervivientes de una guerra sin sentido, y, no hay que perder la esperanza, pues la esperanza es el ingrediente necesario para que ocurran los milagros. Espero un milagro, tengamos fe en ello.

Por poner un ejemplo, y si puede ayudar en algo diré:

En mi lugar de trabajo , tengo un compañero musulmán, aliome, del Senegal. Vino en patera, es un buen musulmán, entre nosotros somos capaces de hablar de Dios, de intercambiar ideas, al principio le costó adaptarse, pero cada vez está más integrado.Cuando hablamos de Dios se le ilumina la cara. Y yo le digo que la Bondad está en las personas, da igual si eres cristiano o musulmán, el alma es la que responde por tus acciones.
No sufra usted, todo se va arreglar, El Señor tendrá sus razones.

Celia

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