Papa Francesco spiega il significato della porta santa

Papa Francesco spiega il significato della porta santa

Papa Francesco durante la propria catechesi del mercoledì, in occasione dell’Udienza Generale, ha parlato del significato della porta per la chiesa: a mente la imminente apertura della porta santa, il Vescovo di Roma ha centrato la sua riflessione sul significato della porta santa concludendo il proprio intervento ricordando come “La Chiesa è la portinaia della casa del Signore, non è la padrona della casa del Signore“.

La porta santa, ha spiegato il Papa, è una porta che si apre nella Chiesa per raggiungere coloro che per varie ragioni sono lontani. Anche le famiglie sono invitate ad aprire le loro porte per andare incontro a Gesù che ci aspetta paziente, e che vuole portarci la sua benedizione e la sua amicizia. Una chiesa che non fosse ospitale o famiglia chiusa in se stessa sarebbe una realtà terribile, che mortifica il Vangelo e rende il mondo più arido.

La porta aperta ci parla di fiducia, di ospitalità, di accoglienza. La porta serve per proteggere e non per respingere, e, inoltre, non può essere forzata, perché l’ospitalità brilla per la libertà dell’accoglienza. Gesù sempre chiama, sempre chiede il permesso. Allo stesso tempo, la porta deve essere aperta frequentemente, anche solo per vedere se c’è qualcuno in attesa e non ha il coraggio o la forza di chiamare.

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù si paragona alla porta dell’ovile, nel quale troviamo sicurezza. Gesù è una porta attraverso la quale possiamo entrare e uscire senza paura. La Chiesa deve collaborare con Cristo come il guardiano di cui parla il Vangelo, ascoltando la voce del Pastore e lasciando entrare tutte le pecore che Egli porta.

 

 

Queridos hermanos y hermanas:

En el umbral del Año de la Misericordia, quiero reflexionar hoy sobre el sentido de la puerta santa. Una puerta que se abre en la Iglesia para salir al encuentro de aquellos que por tantas razones se encuentran lejos. También las familias están invitadas a abrir sus puertas para salir al encuentro de Jesús que nos espera paciente, y que quiere traernos su bendición y su amistad. Una Iglesia que no fuera hospitalaria o una familia cerrada en sí misma sería una realidad terrible, que mortifica el Evangelio y hace más árido el mundo.

La puerta abierta nos habla de confianza, de hospitalidad, de acogida. La puerta es para proteger, no para rechazar, y además no puede ser forzada, porque la hospitalidad brilla por la libertad de la acogida. Jesús siempre llama, siempre pide permiso. Al mismo tiempo, la puerta debe abrirse frecuentemente, aunque sólo sea para ver si hay alguien que espera y que no tiene el valor ni la fuerza de llamar.

En el evangelio de san Juan, Jesús se compara con la puerta del redil, en el que encontramos seguridad. Jesús, una puerta por la que podemos entrar y salir sin temor. La Iglesia debe colaborar con Cristo como el guardián del que habla el evangelio, escuchando la voz del Pastor y dejando entrar a todas las ovejas que Él trae consigo.

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6 Commenti

marco antonio andolfi il 19 Novembre 2015 alle 10:04 pm.

pertanto non temete e non impauritevi,perchè DIO sa già che queste cose devono accadere fin tanto dirà il BASTA!

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marco antonio andolfi il 19 Novembre 2015 alle 10:02 pm.

ricordatevi che dietro la chiesa,cioè più precisamente la Chiesa Cattolica vi è Gesù a capo di essa…..possono povri esseri umani abbattere o vincere il DIO-UOMO! il figlio prediletto del DIO vivo e creatore del Cielo e della terra e di tutte le cose visibili e invisibili, da tempo dei tempi in eternità…. i.m.p.o.s.s.i.b.i.l.e. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Ivana Barbonetti il 19 Novembre 2015 alle 8:11 am.

Prego DIO che quanto TU spieghi, Santo Padre, lo leggiamo bene noi laici, ma’ sopratutto i religiosi consacrati, maggiormente responsabili davanti a DIO. Ogni giorno prego di stare in qull’ovile co GESU’ pastore, questo da’ un senso al vivere veramente bene,nell’amore e nella pace, ma’ di DIO.—Ivana Barbonetti.

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Maria Maddalena Minneci il 19 Novembre 2015 alle 5:56 am.

La Misericordia di Dio è infinita, se tutti abbiamo il coraggio di essere figli scelti di Gesù ed entrare nelle chiese troveremo il Padre Celeste che con il suo amore infinito vuole abbracciarci tutti. E’ bello camminare vicini al nostro Creatore con cuore aperto ai fratelli, se gli eventi del mondo ci scoraggiano noi ancor più dobbiamo stare vicini alla vera roccia che è Cristo portando nel cuore la speranza che Gesù ha dato agli uomini quella della salvezza, Egli ha detto al suo popolo “vado a prepararvi un posto”. Non abbiate timore nell’essere parte viva della chiesa, è bello riconoscersi famiglia di Cristo, se scegliamo la mondanità e il peccato saremo sviati dal vero amore. Maria Nostra Madre ci illumini e ci guidi sempre nella pace del cuore e rafforzi la nostra fede facendo si che oggi giorno sentiamo tutti il bisogno di varcare la porta santa della redenzione in Cristo, affinche tutte le anime si salvino e conoscano l’amore che Dio ha per ognuno di noi. Sia lodato Gesù Cristo e Maria Vergine Santa concepita senza peccato.
Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina custodisci reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste, amen. Buona Giornata.

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teodora il 19 Novembre 2015 alle 5:45 am.

Le porte vanno aperte ai bisognosi, perseguitati, travagliati, sofferenti…..ma è chiaro, soprattuto per chi è esposto a pericolo per varie ragioni, che bisogna vigilarsi da predatori e criminali.

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teodora il 19 Novembre 2015 alle 1:09 am.

Trovo semplicemente assurdo e brutale il togliersi o togliere la vita subordinatamente a religioni o poteri legislativi. Ancora più abominevole e violento, sopraffare la vita di un consimile attraverso l’ipocrisia di un perbenismo o dominio incontrastato, che ostenta una “pratica” di routine meramente formale e di facciata, che è offesa a quella religione e proprio nulla ha in comune con i valori della Fede cristiana.
Siamo nel caos totale. Le porte si chiudono per non perdere ricchezze e poteri materiali. L’umanità intera è stordita. Il potere continua a pensare al proprio, egoistico tornaconto e non si trova uno spiraglio di consonanza morale e solidale.

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