Papa Francesco spiega l’importanza della festa

Papa Francesco spiega l'importanza della festa

Durante l’Udienza Generale del Mercoledì, Papa Francesco, continuando la propria catechesi sulla vita familiare ha aperto la propria riflessione a tre aspetti tipici della vita familiare: la festa, il lavoro e la preghiera.

Iniziando con la festa, che – ha sottolineato il Pontefice – è un’invenzione di Dio, il libro della Genesi ci dice che alla fine della creazione Dio contemplò e godette appieno della sua opera. Dio ci insegna che festeggiare non è l’evasione o lasciarsi sopraffare dalla pigrizia, ma volgere lo sguardo verso i frutti del nostro lavoro con gratitudine e benevolenza. Anche noi possiamo guardare ai nostri figli che crescono, alla casa che abbiamo costruito e pensare: Come è bello! È Dio che ha reso possibile tutto ciò e che ancora oggi continua a creare. E a festeggiare!

Il comandamento divino di fermarci un giorno nelle nostre attività quotidiane, ci ricorda anche che l’uomo, a immagine di Dio, è signore e non schiavo del lavoro. Egli ci chiede di liberarci dall’ossessione del profitto, che attacca i ritmi umani della vita e nega all’uomo il tempo per ciò che è veramente importante.

Bandiamo questa idea della festa basata sul consumo e la dissolutezza e recuperiamo il suo valore sacro, vedendola come un tempo privilegiato in cui possiamo incontrare Dio e i nostri fratelli. Un tempo meraviglioso che possiamo vivere in famiglia, anche nelle difficoltà.

Queridos hermanos y hermanas:

Abrimos hoy una serie de reflexiones sobre tres facetas que marcan la vida familiar: la fiesta, el trabajo y la oración.

Comenzamos por la fiesta, que es un invento de Dios. El libro del Génesis nos dice que al final de la creación Dios contempló y gozó de su obra. Dios nos enseña que festejar no es conseguir evadirse o dejarse vencer por la pereza, sino volver nuestra mirada hacia el fruto de nuestro esfuerzo con gratitud y con benevolencia. También nosotros podemos mirar a nuestros hijos que crecen, el hogar que hemos construido y pensar: ¡Que hermoso! Es Dios que lo ha hecho posible, que sigue creando también hoy. ¡Y hacer fiesta!

El mandamiento divino de cesar en nuestras tareas cotidianas, nos recuerda también, que el hombre, como imagen de Dios, es señor y no esclavo del trabajo. Nos pide liberarnos de la obsesión por el beneficio económico, que ataca los ritmos humanos de la vida y niega al hombre el tiempo para lo realmente importante. Desterremos esa idea de fiesta centrada en el consumo y en el desenfreno y recuperemos su valor sagrado, viéndola como un tiempo privilegiado en el que podemos encontrarnos con Dios y con el hermano. Un tiempo maravilloso que podemos vivir en la familia, incluso en las dificultades.

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6 Commenti

teodora il 14 Agosto 2015 alle 7:46 am.

Ci sono CHILOMETRI di testi scritti da “preposti studiosi”, che non si conoscono, perché si lascia ignorare perfino dove siano. E, non solo testi, anche ben altro.
La certezza cognitiva non è di questa terra.
Filantropia, solidarietà, verità, onestà sono i valori che devono guidare l’umanità, a prescindere da ogni “fede”,.
La sofferenza richiama spontaneo ed umano soccorso. Gesù, UOMO, si è esposto ed ha soccorso seguaci e oppositori, fedeli e peccatori, fino a subire il Suo atroce calvario e crocefissione e, nel soccorrere, non si è sentito mai usato. Ha ripudiato i farisei: quelli che stravolgono il senso dell’umanità, perché affetti dalla patologia dell”uso” del concetto cristiano, per vari ed errati intendimenti.
Tutti possiamo sbagliare, anzi siamo fortemente esposti all’errore, che diventa madornale quando si giunge a conclusioni addirittura attributive d’intenzioni d’uso, nei confronti di chi neanche si conosce e, soprattutto in merito a questioni di cui nulla si sa, con sarcastiche e quanto mai arbitrarie valutazioni, ancora una volta, disinvoltamente attributive di un pensiero rivolto esclusivamente al “proprio dolore”.
Chi non capisce e non ha vissuto la vera sofferenza può solo enunciare teorie e saccenteria, ma si astenga da insulsi giudizi. Si guardi se stessi, prima di giudicare gli altri.
Porsi quesiti, esporre correttamente riscontri d’incongruenze, e chiedere aiuto per l’affermazione della verità e solideriatà, il cui travolgimento crea pregiudizio e sofferenza, è un’altra cosa.
Non capire l’interminabile sofferenza di una vita, che fa desiderare un po’ di serenità, qualifica da solo.
CHIUDO

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teodora il 14 Agosto 2015 alle 12:29 am.

Quando si parla senza sapere, si finisce sempre col deragliare, usando impropriamente supponenze e presunzione, attribuendo gratuite pretese, volontà d’uso e quant’altro. Non si tratta di “uso” e, se non si è capito, si sappia restare al proprio posto, rispettando il dolore degli altri.
Sono certa che Dio non ama l’ipocrisia, ma apprezzi comunque la sincerità, a prescindere da pretesi “studi” e, nelle Sua onniscienza, comprende l’autentico significato di parole e relativi intenti. Egli sa la verità e comprende, Chi non sa, “stia zitto”, non “giudichi” e non usi sempre gratuita sentenziosità, come, davvero, è “sotto gli occhi di tutti”.
Che Dio faccia luce, scegliendo le giuste strade, NON GLI “USI”!
Qui, si cerca solo verità. Nient’altro.

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Filomena Ciavarella il 13 Agosto 2015 alle 10:57 am.

Come nel cielo
si adagia l’aurora,
il mio cuore sta
come una rondine al sole.

E’bello che e’ stata dedicata una giornata alla cura del creato, e’una festa importante per non perdere il senso del mistero che tutto pervade

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Ivana Barbonetti il 13 Agosto 2015 alle 8:42 am.

Santo Padre Francesco, TU ci spieghi quanto fu’ scritto 2000 anni fa’ nella Bibbia, TROPPI cristiani non l’hanno mai letta, ho, peggio ancora, sono convinti che non e’ rivolta a loro ma’ “AGLI ALTRI”, per questo dopo 2000 anni stiamo in “queste condizioni”. Io prego molto per TE, comprendo che STAI facendo cose che nessun papa ha avuto il coraggio di fare, che anche se papa ci sono dei limiti anche per TE, perdona che ancora oggi, come quando venne GESU’, gli umani di allora pensavano a una “rivoluzione” non capendo che dal loro interno ci doveva essere una “rivoluzione”. Rivoluzione sul proprio egoismo, arroganza, predominanza, TU, come fece GESU’ allora, indichi il cuore, inviti a avere amore ma’ ognuno e’ chiuso al suo problema, al suo dolore, vede solo quello e pretende che venga risolto da TE, gli altri sono solo da “usare”, io parlo e scrivo ma’ non mi tiro fuori, prego ogni giorno che DIO illumini il mio comportamento per correggere quello che non piace a MARIA E GESU’, con pensieri, parole e AZIONI. Leggere ogni giorno il vangelo con commenti fatti da persone preposte a questo dopo tanto studio, finiamo con l’arrogante fai da te in settori dove non abbiamo nessuna preparazione o studio, il risultato di questo comportamento e sotto gli occhi di chiunque vuole “vedere”. Ivana Barbonetti

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Maria Maddalena Minneci il 13 Agosto 2015 alle 6:54 am.

Buongiorno, Santo Padre, penso che l’uomo oggi affannato da troppi doveri debba ricordarsi che Dio ci aspetta sempre, e sempre ci perdona basta desiderarlo con cuore sincero e stare vicino a Gesù . A volte ci nascondiamo dietro le nostre debolezze o dietro al peccato e ci sentiamo indegni nell’incontrare il Cristo, e così facendo eludiamo la possibilità del perdono. Se pensiamo che Dio Padre non ci ama non abbiamo capito niente, Egli sempre apre le braccia ai suoi figli, e a tutti gli uomini di buona volontà e che cercano la pace. Non siamo piu increduli ma credenti per fede, e gusteremo le meraviglie che il Padre Celeste vuole sempre operare in noi perche’ ci ha amati per prima. La chiesa Sposa di Cristo e Madre accoglie sempre le pecorelle smarrite ed e’ doveroso festeggiare con il buon pastore il giorno della Domenica insieme ai fratelli, Gesù ci invita a partecipare ai sacramenti per non essere piu schiavi del peccato e delle tenebre, ma liberi come egli ci ha creati. Santa Madre Maria e Madre nostra guidaci tu alle nozze dell’agnello per desiderare sempre l’incontro con Gesù e gustare il suo corpo e sangue vera redenzione e risurrezione a vita nuova. Sia lodato Gesù e Maria salvate le anime. Buona giornata.

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teodora il 13 Agosto 2015 alle 4:41 am.

I problemi non si risolvono, né con le parole, ancorché bellissime ed emozionanti, né con i sermoni.
All’interno di una comunità ci deve essere coerente connessione, per rendere reale quanto si enuncia. Se ognuno, nel proprio ambito d’azione, si regola e si comporta a proprio discernimento, senza dovere dare contezza a nessuno, i valori e la solidarietà restano parole stupende, ma parole e……basta.
L’aiuto concreto, non solo verbale, si realizza con l’unità di pensiero e d’azione e, quando è vero intendimento, si trova anche il modo di renderlo effettivo.
Tutto il resto è vacua astrattezza: non accomuna ma separa; non fortifica ma disperde.
Ogni sofferenza, ancorché vissuta con pazienza e sopportazione, ha i suoi limiti di resistenza umana
Non ci sia necessità di supplizi, che nulla hanno a che fare con la PACE,..
Il Male non può essere ILLIMITATO e incontrollato. Il Bene interviene per porre limiti?
Si fa confusione? NO, si evidenzia solo la necessitò di chiarezza concreta e strutturata.
Pace,.gioia, luce, ecc. non possono nascere o essere provati in un permanente avvicendarsi di patimenti, cordogli, e, in aggiunta, di devastazione di ogni diritto, in prevalenza della prepotenza coalizzata e non perseguita.
E si legge all’infinito che “Dio perdona tutto”. Senza condizione alcuna? SI CHIARISCA.
Perché chi, vivendo in onestò, subisce, non potrebbe accettarlo e, ancor meno, capirlo.

“Anche noi possiamo guardare ai nostri figli che crescono, alla casa che abbiamo costruito e pensare: Come è bello! È Dio che ha reso possibile tutto ciò e che ancora oggi continua a creare. E a festeggiare!”
O, i figli che muoiono, le case che crollano……sotto gli occhi e la totale indifferenza di tanti “cattolici” proclamati

“Egli ci chiede di liberarci dall’ossessione del profitto, che attacca i ritmi umani della vita e nega all’uomo il tempo per ciò che è veramente importante”
APPUNTO: MA LO SI APPLICHI NEL PROPRIO AMBITO. I Pastori – fatte le dovute eccezioni (poche) – si sturino le orecchie, non chiudano al dialogo e non pensino esclusivamente ai profitti. A danno altrui. SI DIANO RISPOSTE (a cominciare dall’alto): è il minimo di una tanto predicata solidarietà, fratellanza, LEALTA’…..
In un mondo che straripa di sofferenza, miseria, abbandono, MORTE, gli accumulatori di ricchezze (materiali) crescono in opulenza, egoismo e indifferenza. TUTTI, NESSUNO ESCLUSO.
Il giorno di festa e di riposo? Con tanta miseria e contrapposta indifferenza, mascherata da ipocrita, astratta fratellanza…..!!!!

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