Sintesi della Santa Messa del Crisma e della Messa in Coena Domini

Sintesi Santa Messa del Crisma e Messa in Coena Domini

Nel Giovedì Santo due sono stati i momenti liturgici importanti che hanno segnato la giornata: la Santa Messa del Crisma e la Messa in Coena Domini. Nella prima, presieduta da Papa Francesco, e concelebrata con il clero romano, vengono rinnovate le promesse che ogni sacerdote ha fatto il giorno della sua ordinazione; nella seconda, invece, il Vescovo di Roma ha lavato i piedi a 12 profughi, di varie religioni, ponendosi così a servizio non solo dei cattolici ma di tutti gli uomini di buona volontà.

Durante la Santa Messa del Crisma, il Santo Padre ha sottolineato come “Gesù, con le sue parole e i suoi gesti, fa in modo che si riveli quello che ogni uomo e donna porta nel cuore“. È per questo che, anziché ricevere applausi, Gesù riceve lo sdegno della popolazione, la quale dice «Non è costui il figlio di Giuseppe, il falegname?». Anche noi oggi “siamo chiamati a scegliere“: Gesù, oggi, come all’epoca, ci “annuncia il vangelo della Misericordia incondizionata del Padre nei confronti dei più poveri, dei più lontani e oppressi“. Egli non ci obbliga a seguirlo, ma, come fece all’epoca “il Signore «passa in mezzo» a coloro che cercano di fermarlo «e prosegue il suo cammino» (cfr Lc 4,30)“. Questo poiché “la lotta del Signore non è contro gli uomini ma contro il demonio (cfr Ef 6,12), nemico dell’umanità. – ha spiegato Francesco – Gesù non combatte per consolidare uno spazio di potere. Se rompe recinti e mette in discussione sicurezze è per aprire una breccia al torrente della Misericordia che, con il Padre e lo Spirito, desidera riversare sulla terra“.

Facendo riferimento, quindi, al buon samaritano, il Santo Padre ha ricordato come questi “si commosse, si avvicinò all’uomo tramortito, bendò le sue ferite, lo portò alla locanda, si fermò quella notte e promise di tornare a pagare ciò che si sarebbe speso in più. Questa è la dinamica della Misericordia, che lega un piccolo gesto con un altro, – ha commentato – e senza offendere nessuna fragilità, si estende un po’ di più nell’aiuto e nell’amore“.

Quindi, invitando ad un esame di coscienza, ha detto: “ciascuno di noi, guardando la propria vita con lo sguardo buono di Dio, può fare un esercizio con la memoria e scoprire come il Signore ha usato misericordia con noi, come è stato molto più misericordioso di quanto credevamo, e così incoraggiarci a chiedergli che faccia un piccolo passo in più, che si mostri molto più misericordioso in futuro. «Mostraci, Signore, la tua misericordia» (Sal 85,8). Questo modo paradossale di pregare un Dio sempre più misericordioso aiuta a rompere quegli schemi ristretti nei quali tante volte incaselliamo la sovrabbondanza del suo Cuore. Ci fa bene uscire dai nostri recinti, perché è proprio del Cuore di Dio traboccare di misericordia, straripare, spargendo la sua tenerezza, in modo tale che sempre ne avanzi, poiché il Signore preferisce che si perda qualcosa piuttosto che manchi una goccia, preferisce che tanti semi se li mangino gli uccelli piuttosto che alla semina manchi un solo seme, dal momento che tutti hanno la capacità di portare frutto abbondante, il 30, il 60, e fino al cento per uno“.

Durante la Santa Messa nella Cena del Signore, invece, ha assunto grande importanza simbolica la lavanda dei piedi fatta a profughi di varie nazionalità e religioni: un gesto, ha spiegato, che indica la volontà di vivere in pace ed integrati di tutti noi “musulmani, indù, cattolici, copti, evangelici“, in quanto tutti “fratelli, figli dello stesso Dio“. “Siamo diversi, siamo differenti, abbiamo differenti culture e religioni, ma siamo fratelli e vogliamo vivere in pace“, ha quindi concluso iniziando la lavanda dei piedi.

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3 Commenti

Elio il 25 Marzo 2016 alle 5:35 pm.

Papa Francesco ha anche detto che non è solo colpa di chi mette le bombe o si fa saltare in nome di un dio, ma di chi procura e spinge di vendere armi per fare i loro…… comodi, come se giocassero in borsa ed io aggiungo che la responsabilità maggiore ce l’hanno le multinazionali l’ONU e tutto il suo seguito. Dobbiamo fare corpo unico e lottare senza armi, ma con i nostri acquisti giornalieri, distinguendo i prodotti delle ditte sane e responsabili, iniziando da Slow Food e loro sostenitori e collaboratori! “Goccia a goccia” giorno x giorno, se veramente crediamo in Dio (con qualsiasi nome) dobbiamo essere COERENTI!

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Pietro Maroncelli il 25 Marzo 2016 alle 10:34 am.

LA LAVANDA DEI PIEDI
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Cristo che lava i piedi…
È dunque Lui a pulir la vita mia
dai diavoli segreti,
figli alla storia e perfida genìa?

Si, Lui
che poco dopo salirà alla croce.
E in quel colar dell’acqua,
un lieto viene a me, come una voce…

Quand’io tendo l’orecchio alla promessa,
solo allora si sperde ogni paura.
È la rivelazione
di aver custode in me la sua natura.

Custode d’ogni forza
ch’Egli soltanto sa nutrir d’amore.
L’acqua mi bagna i piedi…
E si fa linfa, e allor lo spino è in fiore!

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(Ed io, chi laverò?)
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© Vol 173-2011
pietro.maroncelli@libero.it

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Isabella il 25 Marzo 2016 alle 9:02 am.

*Buon VENERDI’ SANTO,Francesco*Jorge Mario,
Alle 9 sta in CROCE, mi sono detta che questo e’ il momento di dire l’indicibile..ma io,con Gesu’lo faccio,con la Madonna SEMPRE,e senza pudori falsi!La mia vita nel paradosso ci sta tutta….sono anch’io uno di fronte al quale si squote la faccia per dire :”che peccato ha tanti doni ma non e’ normale di cervello e di cuore!”Ecco…SI’,la preghiera costante,costante che faccio a* LORO*,e’che dimostrino a me,e sempre di piu’davanti ai giudicatori del saggio,normale e giusto scegliere,quanto da LORO,*io sia amata amata…perche’……. amo.
Il sole ti splenda
Isabella

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