Tutte le vite sono degne di essere vissute

Tutte le vite sono degne di essere vissute

Papa Francesco ha reso pubblico oggi il proprio messaggio per la XXIII Giornata Mondiale del Malato 2015: nel proprio messaggio il Pontefice prende una posizione ferma e decisa su molti temi scottanti, dall’eutanasia all’aborto, ma lo fa in modo non tanto scientifico quanto utilizzando la sapienza del cuore.

La difesa della vita, in tutte le sue declinazioni, è al centro del messaggio del Santo Padre: difesa della vita anche quando questa significa sofferenza, tanto che giunge a definire una “menzogna” il “credere che le vite gravemente affette da malattia non sarebbero degne di essere vissute“.

Bergoglio è conscio del fatto che la malattia non solo porti sofferenza per l’ammalato, quanto anche per la famiglia dell’ammalato e in genere chi lo assiste: tanti “cristiani anche oggi testimoniano, non con le parole, ma con la loro vita radicata in una fede genuina” il vero significato dell’amore verso il prossimo. E, se assistere un ammalato un giorno o due può sembrare facile, “questo servizio, specialmente quando si prolunga nel tempo, può diventare faticoso e pesante“, anche quando non si tratti di dargli una assistenza medica specializzata, ma proprio di dargli semplicemente “un aiuto per lavarsi, per vestirsi, per nutrirsi“.

E tuttavia – invita a riflettere il Vescovo di Roma – che grande cammino di santificazione è questo“: “il tempo passato accanto al malato è un tempo santo; è lode a Dio, che ci conforma all’immagine di suo Figlio“. Nell’ammalato, infatti, vi è il riflesso dell’immagine di Dio, il quale ha detto: «L’avete fatto a me» (Mt 25,40).

Il nostro mondo dimentica a volte il valore speciale del tempo speso accanto al letto del malato – ha concluso il Santo Padre – perché si è assillati dalla fretta, dalla frenesia del fare, del produrre, e si dimentica la dimensione della gratuità, del prendersi cura, del farsi carico dell’altro“: “anche le persone immerse nel mistero della sofferenza e del dolore, accolto nella fede, possono diventare testimoni viventi di una fede che permette di abitare la stessa sofferenza, benché l’uomo con la propria intelligenza non sia capace di comprenderla fino in fondo“.

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2 Commenti

alejandra nagel il 2 Gennaio 2015 alle 5:21 pm.

FRANCISCO TE PIDO UNA ORACION DE SANACION PARA MI HERMANA ,MARIA BEATRIZ NAGEL, TIENE 39 ANIOS….SE QUE TU LA PUEDES AYUDAR.

BENDITO ERES FRANCISCO.
AMEN

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Marilena il 31 Dicembre 2014 alle 11:27 am.

Penso che coloro che soffrono nel corpo e nello spirito abbiamo bisogno ancor di più dell’amore e anche di un sorriso donato col cuore. Non bisogna con l’indifferenza e il disprezzo caricare di ulteriori pesi chi già é piagato dal dolore ma usare il balsamo dell’amore e stringere la mano essendo un valido aiuto x chi sta male. Ogni qual volta visitamo un ammalato o ci prendiamo cura degli altri con dedizione incontriamo Gesù e leniamo le sue ferite. Facendo del bene gratuito agli altri impariamo ad essere umili perché dietro anche dietro a grandi sofferenze si cela il disegno di Dio di salvezza. Buona giornata e buon anno.

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