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Venezuela, grido di dolore dei vescovi: “In atto una repressione inumana”

I vescovi del Venezuela hanno lanciato un altro accorato appello a conclusione della plenaria che si è svolta in quel di Caracas. Mentre il Paese sudamericano versa sempre più in uno stato di crisi economica, politica e sociale, e mentre i morti aumentano ad oltre 100 unità, i presuli si sono sentiti in dovere di diffondere un documento intitolato “Messaggio urgente ai cattolici e alle persone di buona volontà del Venezuela”.

Nel documento, i vescovi lamentano la “repressione umana” portata avanti dal governo di Nicolas Maduro, che si sta attuando mediante la soppressione delle manifestazioni dei cittadini e attraverso detenzioni e processi assolutamente arbitrari (che coinvolgono ovviamente i dissidenti politici). Le torture sono all’ordine del giorno, la violazione dei diritti umani è diventata una costante e la fame dilaga.

I vescovi ribadiscono quindi il loro secco no all’ipotesi di un’Assemblea costituente promossa dal governo: un’ipotesi di questo genere è già stata bocciata dal popolo e mirerebbe, tra l’altro, “a imporre al Paese un regime dittatoriale di tipo socialista, marxista e militare, con la scomparsa dell’autonomia dei poteri” che è fondamento di ogni democrazia.

Maduro, con l’idea di un’Assemblea costituente, “porta avanti il proposito di annientare gli attuali organi dello Stato, in particolare l’Assemblea nazionale, eletta dal popolo”. Ecco quindi il pieno sostegno della Chiesa al referendum popolare che domenica 16 luglio chiamerà al voto i venezuelani per decidere se la Costituente dovrà farsi o meno.

La Costituzione, continua poi il messaggio, “è stata violata” e “il Tribunale supremo di giustizia e il Consiglio nazionale elettorale avallano ciò che propone il governo senza tener conto dei principi della democrazia partecipativa”. Alle Forze armate i vescovi chiedono quindi di non unirsi a questo schieramento anti-democratico, ma di servire il popolo in una funzione anti-regime.

“Chiediamo – concludono i vescovi – che venga istituito un corridoio umanitario affinché possano arrivare medicine e generi alimentari laddove ce n’è bisogno”.

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