Dobbiamo aiutare ogni uomo a vivere pienamente come persona

Aiutare ogni uomo a vivere pienamente come persona

A cinque anni dal tremendo terremoto che ha letteralmente devastato Haiti, causando decine di migliaia di morti sia in modo diretto che in modo indiretto, a seguito delle malattie scaturite successivamente per le carenze non solo alimentari ma anche di igiene, Papa Francesco ha indetto, in accordo con il Pontificio Consiglio Cor Unum e la Pontificia Commissione per l’America Latina, un incontro per riflettere su quanto è stato fatto e quanto vi è ancora da fare.

Haiti rimane infatti una terra martoriata, il più povero Stato al mondo, e anche in considerazione di questo, e della vocazione missionaria della Chiesa, è al centro delle attenzioni del Pontefice: il sisma di Haiti, ha ricordato Bergoglio, è stata una “tragedia, che ha lasciato dietro di sé morte, distruzione e anche disperazione“.

La Chiesa ha profuso molto impegno nel tentativo di aiutare il popolo haitiano, “tuttavia, non ci nascondiamo che molto lavoro resta ancora da fare. – ha detto – E sia ciò che si è fatto, sia ciò che, sempre con l’aiuto di Dio, si potrà fare, poggia su tre pilastri fondamentali: la persona umana, la comunione ecclesiale e la Chiesa locale“.

Infatti, ha spiegato il Vescovo di Roma “la persona è al centro dell’azione della Chiesa” e proprio per questo “la prima nostra preoccupazione dev’essere quella di aiutare l’uomo, ogni uomo, a vivere pienamente come persona… Questo comporta far sì che ogni persona in Haiti abbia il necessario dal punto di vista materiale, ma al tempo stesso che possa vivere la propria libertà, le proprie responsabilità e la propria vita spirituale e religiosa“.

Il secondo pilastro dell’azione della Chiesa è quello di rompere le barriere dell’individualismo: “la Chiesa è un grande corpo, dove le varie membra hanno cura le une delle altre (cfr 1 Cor 12,25)” e questo si è manifestato proprio in Haiti dove vi è stata e vi deve continuare ad essere “una buona cooperazione di molte istituzioni ecclesiali – diocesi, istituti religiosi, organismi caritativi – ma anche di molti singoli fedeli“.

Infine il terzo pilastro è riconoscere l'”importanza della Chiesa locale, perché è in essa che l’esperienza cristiana si fa tangibile. – ha quindi concluso Papa Francesco – È necessario che la Chiesa in Haiti diventi sempre più viva e feconda, per testimoniare Cristo e per dare il suo contributo al progresso di quel Paese“.

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4 Commenti

Carmela il 11 Gennaio 2015 alle 8:29 pm.

Caro Papa Francesco,
un avvenimento cosi drammatico, quasi dimenticato dopo 5 anni, ma ecco che risale alla ribalta, grazie alla sua umanita’ e sensibilita’.
Mi auguro che si possano realizzare tutti i propositi sia materiali che morali, per ridare a questo popolo la loro dignita’

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Angelo il 11 Gennaio 2015 alle 9:00 am.

Il Corpo Mistico..che poi è La Chiesa, dove noi rappresentiamo Le menbra,ognuno di noi deve avere cura dell’altra..sia a livello Spirituale, che a livello materiale. Vi ricordate Quando Gesù ci ricordava nel Vangelo… ” Avevo fame..Avevo sete..Ero carcerato etc, etc. Quando anche un solo membro del Corpo Mistico soffre …tutti soffriamo, perchè siamo una cosa sola..!!

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Marilena il 11 Gennaio 2015 alle 7:41 am.

Dio ha creato l’uomo per custodire e amare il creato e lo ha reso libero, oggi il mondo reale che limita la liberta’ non conferisce piu’ la giusta dignità creando differenze sostanziali tra popoli, odio razziale e povertà ledendo i diritti fondamentali e rendendo schiavo un popolo che chiede a gran voce liberta’. Liberta’ di espressione, liberta’ di azione e soprattutto il lavoro onesto che conferisce dignità all’uomo perche’ la nostra repubblica e’ fondata sul lavoro e tutti dovremmo avere eque condizioni di vita solo in questo modo a mio avviso si sconfiggerebbero le disuguaglianze tra popoli diversi ma uguali davanti al Padre. Le istituzioni restituiscano la liberta’ ai popoli e adottino leggi che mirino alla salvaguardia dei popoli e non dei propri interessi economici. Ledere la dignità umana e’ uno sfregio agli occhi di Dio che ha reso libero l’uomo per un progetto piu’ grande essere tutti popolo di Dio e vivere in un mondo fatto di fiori di serenità e pace dove il pane sia spezzato per tutti e tutti abbino il necessario per vivere non da schiavi ma da uomini liberi e tutti figli. Non possiamo dimenticare i deboli e coloro che sono stati escludi da un sistema economico che lede i principi fondamentali e i digitati e creare solo doveri come tasse che arricchiscono solo uno stato dittatore. Ma creiamo e custodiamo la vita in tutte le sue forme garantendo un futuro ai nostri figli. Con le nostre scelte creiamo o distruggiamo. Che lo Spirito Santo guidi le scelse dei potenti per restituire la liberta’ a un mondo che ha fame e chiede pace. Buona giornata.

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Giulio Stoico il 10 Gennaio 2015 alle 5:41 pm.

Dobbiamo ringraziare il Signore, per il fatto che ora ha mandato in mezzo a noi un Suo discepolo pieno di Spirito che stà guidando, in modo pratico ed esemplare, a far si che la Chiesa diventi sempre di più una grande famiglia un grande corpo come dice San Paolo, che guida cura e aiuta tutte le sue membra, senza tralasciare, nessuna, priva di carità, amore come sta già facendo, per fare di Cristo sempre di più il Cuore del mondo, il centro fondamentale della nostra vita.

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