Chiediamo a Dio la grazia di essere giusti, ma con misericordia

Chiediamo a Dio la grazia di essere giusti, ma con misericordia

Papa Francesco, durante l’omelia di oggi, invita i fedeli presenti nella Cappella Santa Marta a essere giusti, ma con misericordia e a richiedere allo Spirito Santo questa grazia di poter essere giusti e misericordiosi al tempo stesso, come è Dio.

Il Santo Padre, commentando il brano evangelico nel quale i dottori della Legge chiedono a Gesù se è lecito per un marito ripudiare la propria moglie, ha sottolineato come il cristiano, sull’esempio di Gesù, debba sempre rispondere con la verità – ovvero che è adulterio e che questo è un peccato grave – ma deve anche usare la misericordia che Gesù stesso ha usato verso l’adultera, e che è espressione della Misericordia del padre.

Di fronte alla domanda trabocchetto dei dottori della Legge, “Gesù non risponde se sia lecito o non è lecito; non entra nella loro logica casistica. Perché loro pensavano soltanto alla fede in termini di ‘si può’ o ‘non si può’, fino a dove si può, fino a dove non si può. – ha spiegato il Vescovo di Roma – E rivolge una domanda: ‘Ma che cosa vi ha ordinato Mosè? Che cosa è nella vostra Legge?’. E loro spiegano il permesso che ha dato Mosè per ripudiare la moglie, e sono loro a cadere nel tranello, proprio. Perché Gesù li qualifica ‘duri di cuore’: ‘Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma’, e dice la verità”.

Allo stesso modo noi cristiani siamo chiamati a non scendere a compromessi sulla Verità, a dire sempre la verità ma anche a pensare alle ”cose come sono state create”. Gesù, infatti, senza mezzi termini dirà ai discepoli che “chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei, e se lei ha ripudiato il marito e ne sposa un altro, commette adulterio” ma al contempo, nel corso della sua vita,  Gesù ha parlato “tante volte con un’adultera”, per di più ”pagana”; non solo: Egli ha “bevuto dal bicchiere di lei, che non era purificato” e alla fine le ha detto: “Io non ti condanno. Non peccare più”.

Con questo comportamento Gesù ci mostra chiaramente che, pur conoscendo bene quale è la Verità, non dobbiamo essere duri di cuore verso chi sbaglia, ma dobbiamo usare misericordia, cercando di includere sempre, cercando di perdonare e lasciando al Padre il giudizio finale.

È questa la strada che Gesù ci insegna” – ha dunque concluso Papa Francesco. Un cammino difficile da applicare e per questo ci farà bene oggi pregare, affinché lo Spirito Santo ci conceda “la grazia di Dio perché ci aiuti ad andare così avanti. E dobbiamo chiederla sempre. ‘Signore, che io sia giusto, ma giusto con misericordia’.

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3 Commenti

luigi crocco il 4 Marzo 2017 alle 4:05 pm.

RISPONDO: SONO LAICO non ho fatto giuramento di povertà , castità’ e obbedienza alla chiesa così aggiungo che se non esistere un peccato veniale non esiste quello mortale ovvero se il bene contrasta il male la santità si contrappone alla diabolicità e viceversa di continuum

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luigi crocco il 26 Febbraio 2017 alle 9:40 am.

Caro Papa Francesco,
anche oggi domenica 26 febbraio 2017 alle ore 8.55 ho letto l’articolo sul adultero e adultera condannati dagli ebrei sulla bibbia di Mosè ma liberi di perdonarli sulla parola o vangelo di Gesù il quale premette la misericordia di Dio sul uomo.
Oggi i costumi degli uomini e delle donne sulle nostre civiltà sono cambiati in altre rimangono , è un segnale dei tempi o l’ evoluzione del uomo a prescindere dal giuramento sul matrimonio .. Quando in natura non esiste un simile accorgimento poiché devono rispettare l’istinto a prolificare o a difendersi in natura a mantenere le diversità.
Ma non sono teologo, psicologo, filosofo, giurista, naturalista o scienziato cosi esprimo liberamente la mia idea sul tempo che ci è dato di vivere sulla terra è limitato dobbiamo cercare di vivere al meglio l’ esistenza non solo nel trovare soluzione migliore sulla strada ma anche in quella che ci è stata data da percorrere

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Ivana barbonetti il 25 Febbraio 2017 alle 7:12 am.

IO non ti condanno, NON PECCARE PIU’.——Sbagliare e’ umano, perseverare e’ diabolico!———-Riflettiamo su questo.

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