Coerenza e testimonianza cristiana nei santi della quotidianità

Coerenza e testimonianza cristiana nei santi della quotidianità

Coerenza e testimonianza cristiana sono stati il centro della omelia di Papa Francesco di oggi, 7 aprile 2016, in Casa Santa Marta: il Santo Padre prendendo spunto dalla Prima Lettura (At 5,27-33) ha sottolineato come la testimonianza sia una grazia che viene dal Signore. Di questo ne possiamo avere una prova nel coraggio che dimostra San Pietro davanti al Sinedrio ma, anche ai giorni nostri, possiamo vederlo nel coraggio dimostrato da tanti nostri fratelli nella fede “cacciati via dalla loro terra, sfollati, sgozzati, perseguitati” così come nella coerenza cristiana di tanti “cristiani che vivono la loro vita sul serio e dicono: ‘Io non posso fare questo, io non posso fare male ad un altro; io non posso truffare; io non posso condurre una vita a metà, io devo dare la mia testimonianza’.

La coerenza fra la vita e quello che abbiamo visto e ascoltato è proprio l’inizio della testimonianza. – ha detto Papa Francesco commentando le Letture di oggi – Ma la testimonianza cristiana ha un’altra cosa, non è solo di quello che la dà: la testimonianza cristiana, sempre, è in due. ‘E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo’. – ha aggiunto il Pontefice – Senza lo Spirito Santo non c’è testimonianza cristiana. Perché la testimonianza cristiana, la vita cristiana è una grazia, è una grazia che il Signore ci dà con lo Spirito Santo”.

Basta che guardiamo alla “testimonianza dei nostri martiri oggi, tanti, cacciati via dalla loro terra, sfollati, sgozzati, perseguitati” per avere una conferma di questo. Essi “hanno quel coraggio di confessare Gesù proprio fino al momento della morte“. Allo stesso modo i tanti santi della quotidianità, che offrono un esempio di testimonianza per mezzo della coerenza al Vangelo. Essi sono “quei cristiani che vivono la loro vita sul serio e dicono: ‘Io non posso fare questo, io non posso fare male ad un altro; io non posso truffare; io non posso condurre una vita a metà, io devo dare la mia testimonianza’.”.

Sono proprio i testimoni, cioè i santi, i santi di tutti i giorni, quelli della vita ordinaria, ma con la coerenza, e anche i testimoni fino alla fine, fino alla morte. Questi sono il sangue vivo della Chiesa – ha quindi concluso Papa Francesco – questi sono quelli che portano la Chiesa avanti, i testimoni; quelli che attestano che Gesù è risorto, che Gesù è vivo, e lo attestano con la coerenza di vita e con lo Spirito Santo che hanno ricevuto in dono”.

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3 Commenti

Isabella il 8 Aprile 2016 alle 5:27 pm.

*Grazie*..Metto per scritto,qui,una frase che mi ripeteva sempre mia madre,quella di Gesu’ :”l’albero si vede dal frutto!”..Me lo ripeteva molto..Per questo,la testimonianza,e’ stata il mio pallino fisso…Cio’ che ero,come vivevo,doveva assolutamente dire quanto fosse bello,soprattutto “buono”, l’albero da cui provenivo. Questo ha caricato,condizionato moltissimo tutto, di me.Sono pochi anni,una ventina non di piu’, che i miei perfezionismi intransigenti con me stessa,si stanno sciogliendo.Io dovevo e volevo essere,come la dice padre Dante..”angelo sceso dal cielo in terra a miracol mostrare!.. Chiunque mi veda non crederebbe mai,misurando col proprio metro,che io sia cio’ che sono…e’ una beffa(ulteriore) che offro a DIO…Sono stata pesante scrivendo queste cose,rileggendo me ne accorgo e mi dispiace tanto!!!Adoro alleggerire non appesantire,prima di tutto…Te* Comunque,dato l’argomento,e nemmeno tanto per ridere,qualcuno che mi faccia fuori col mio caratterino,alla fine lo potrei trovare…..(sic!) Ogni gioia per Te!!!
Pioggia di gioia di SPIRITO SANTO per te*Per TE
Isabella

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Ivana Barbonetti il 8 Aprile 2016 alle 10:06 am.

Santo Padre, per dono di DIO, sono una donna coerente, studiando il Vangelo, mi sono e mi impegno a viverlo coerentemente. Confrontando questo con amici con famiglia, mi hanno esternato le difficolta’ soprattutto per i figli, nel vivere quotidiano nella realta’ del mondo. Anche per me e’ stato e e’ tanto difficoltoso, mi sento di dare testimonianza che pero’ , confidando veramente in DIO, si ha piu’ forza, si e’ piu’ “incisivi”, si “vince” la paura del giudizio degli altri, il sentirsi “diversi.—-In una realta’ piu’ “sana” si costruisce, si prospera, c’e’ vita, una vita “buona”–Impegniamoci tutti, basta poco.—–Ivana Barbonetti.

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Celia Iniesta il 8 Aprile 2016 alle 12:41 am.

Buenas noches, su santísima. Aleluya!
Encontré el camino. Hay tantas personas maravillosas en el mundo, tan admirables.. pero claro Dios necesita guerreros en los lugares más conflictivos donde esta la pobreza, la injusticia , la maldad. Allí en esos lugares existen muchos ángeles, camuflados.No existe nada más justo que la justicia de Dios, implacable, y , cierto es : Los últimos serán los primeros. Soy testiga, lo he vivido.Pongánsen por un momento en la mente de mi hermano Rafael Iniesta.Tretapléjico desde los 24 años, en la actualidad tiene 48 años. Mi madre lo cuido,sus hijas la ayudaban,mi padre murió de forma repentina hace 21 años.Mi madre, que Dios la tenga en su gloria lo cuidó hasta que murió hace un mes. No puede hacer nada, aunque su mente le funciona correctamente, su cuerpo no. Dice que sueña que vuela.
Estas personas cultivan una sensibilidad especial. A veces son muy insensibles, nada que reprochar , es una situación muy dura para el ser humano. Él tiene ilusión, es abuelo de una niña. Carmen María..
Son situaciones que no se superan, se aceptan. Gracias, gracias,gracias.
Mañana , si me dejan les hablaré del invento científico llamado ” El Casco de Dios.”

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