Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, scintille della misericordia di Dio

Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II scintille della misericordia di Dio

L’odore della santità accomuna i due papi che domenica prossima saranno proclamati santi: si tratta dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. I fedeli stessi, fin dai primi momenti successivi alla morte dei due pontefici, si sono resi conto che Dio era con loro perché la santità si percepisce chiaramente, se c’è, fin dal principio.

Dagli approfondimenti sulla vita dei due beati e dalle parole dei postulatori delle loro cause di santità traspare inoltre come la santità di queste due figure sia stata percepita chiaramente anche durante la loro vita: per quanto riguarda Giovanni Paolo II già i compagni di università scrivevano di lui che era un “Futuro Santo”, colpiti dalla sua attitudine alla preghiera e alla riflessione sul valore della vita; Giovanni XXIII già durante gli anni di seminario scrisse “Io rinnovo il proponimento di volermi fare santo davvero, e lo farò attraverso quattro risoluzioni che propongo di praticare: spirito di unione con Gesù, raccoglimento nel suo cuore, recita del Rosario, essere sempre in tutte le mie azioni presente a me stesso“. E così è stato in ogni stagione della vita del Beato, da sacerdote, da vescovo e da Papa.

Il cammino della vita di entrambi è dunque stato caratterizzato dalla presenza costante di Dio, una presenza che però non era un caso ma era cercata, curata e voluta. Elemento comune della santità di entrambi una profonda umiltà, unita con un totale abbandono alla provvidenza.

Quella di Giovanni XXII, per quanto si osservi e ri-osservi la sua vita, risulta sempre una santità semplice e coinvolgente, leggibile e mite che possiamo riassumere nel motto che Roncalli ripeteva a fine giornata: “Dio è tutto, io sono nulla: questo mi basta“.

Quella di Giovanni Paolo II, invece, è una santità caratterizzata nel corso della sua vita dall’impegno di dare il peso qualitativo alla vita con un impegno di carità. Egli, spiega il postulatore della sua causa di canonizzazione, “aveva bisogno della gente, della Chiesa vivente, semplice per sentire la loro fede e nutrirsi di questa fede… Era un uomo che ha saputo trovare in Dio la fonte della vita. La preghiera per lui era il respiro, l’acqua, il pane quotidiano“.

Tratto comune ad entrambi, una esperienza diretta con la misericordia di Dio.

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12 Commenti

olivia nasoni il 26 Aprile 2014 alle 7:04 pm.

GIOVANNI 7-8 “chi di voi è SENZA PECCATO,SCAGLI LA PRIMA PIETRA CONTRO DI LEI ” e GESU’:”da adesso VAI E NON PECCARE PIU’!” —————————————–Spero ci sia una schiarita nel tempo, qui ai CASTELLI ROMANI,NON PROMETTE NULLA. . .IL VENTO MUOVERA’ LE PAGINE DEI “SACRI TESTI”come quel giorno…!SANTI PADRI BUONANOTTE;mettetevi in FORZA***

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olivia nasoni il 26 Aprile 2014 alle 5:20 am.

NON ABBIATE PAURA,SPALLE LARGHE,E CAMERA CON VISTA SUL FUTURO;,dio ti illumina d’ IMMENSO BUONGIORNO

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