Il vero digiuno è vivere con coerenza cristiana aiutando gli altri

Il vero digiuno è vivere con coerenza cristiana aiutando gli altri

Papa Francesco, durante l’omelia in Casa Santa Marta, ha sottolineato l’importanza di non vestirsi di ipocristia, agli occhi di Dio e a quelli dei fratelli: in tal senso, il Santo Padre, ha invitato a un digiuno vero, attento al prossimo, e non a un mero rispetto formale del non mangiare carni.

Digiunare non è solo o soltanto non mangiare carni, non è un banale rispetto di una regola di condotta: digiunare va inteso nel senso più ampio di fare penitenza, cosa che “noi siamo invitati a fare in questo tempo di Quaresima“.

Proprio la prima Lettura ci mette in guardia dal seguire una religiosità ipocrita, come era quella di quelle persone, descritte appunto nel brano tratto dal Libro del profeta Isaia, che opprimevano gli operai e curavano i loro affari mentre digiunavano. È questa la forma di ipocrisia dal quale il cristiano deve rifuggire: cioè fare penitenza e vivere in modo non coerente con gli insegnamenti evangelici.

È in tale ottica che dobbiamo leggere le parole di Gesù: “Quando pregate fatelo di nascosto, quando date l’elemosina non fate suonare la tromba, quando digiunate non fate i malinconici“. La penitenza che vuole Dio è fatta di piccoli gesti, anche nascosti, come pagare il giusto prezzo alla domestica, non assumere operai in nero, pagare le tasse previste dalla legge.

Non serve a nulla, infatti, un “digiuno per farsi vedere o per sentirsi giusto“, ha sottolineato Francesco, mentre “nel frattempo ho fatto ingiustizie, non sono giusto, sfrutto la gente“. E neppure serve dire o pensare: “Ma io sono generoso, farò una bella offerta alla Chiesa“. Non è questo il tipo di penitenza che Dio vuole.

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo senza trascurare i tuoi parenti?’ – ha concluso Papa Francesco – Pensiamo a queste parole, pensiamo al nostro cuore, come noi digiuniamo, preghiamo, diamo elemosine. E anche ci aiuterà pensare cosa sente un uomo dopo una cena, che ha pagato 200 euro, per esempio, e torna a casa e vede uno affamato e non lo guarda e continua a camminare. Ci farà bene pensare quello“.

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2 Commenti

Maria Gì. mancini il 6 Marzo 2017 alle 10:30 am.

Aiutare gli altri, dice Papà Francesco…..gli ho chiesto aiuto per fare chiarezza e vera giustizia presso la Rota ….nulla, giudice corrotto A. T…. ha annullato mio matrimonio dopo 21 anni…per relazione intrapresa da mio marito con altra donna…in Rota hanno dato ascolto a testimoni falsi… la Rota ha contribuito a distruggere la mia vita è quella dei miei figli. Valgono di più le raccomandazioni che la vera giustizia che ci si aspetta dalla Chiesa. Poi cancellare un sacramento è gravissimo. Perché dovrei tenere in considerazione gli altri sacramenti? Grazie se mi presterete un po’ di attenzione e fate applicare la giustizia VERA.

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Gabriele il 5 Marzo 2017 alle 6:00 am.

Ecco, proprio così, vivere con coerenza cristiana, non pensare che semplicemente andando in chiesa alla messa si è cristiani !
Quello è solo un gesto, come timbrare il cartellino, ma a Dio non basta, bisogna dare seguito al gesto domenicale per tutta la settimana e non pensare che basta un bagno di umiltà , con la confessione, per ripulirsi troppo facile , per poi ricadere negli stessi errori.
La coerenza cristiana che pochi hanno !
Gabriele

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