La missione della Chiesa è guarire le ferite del cuore

La missione della Chiesa è guarire le ferite del cuore

La Lettura del Vangelo del giorno (Mc 6, 7-13) nella quale Gesù invia i discepoli a predicare, scacciare i demoni e guarire i malati, è stata lo spunto di riflessione per Papa Francesco per parlare della povertà della Chiesa.

La “missione della Chiesa” è racchiusa nel dettato del Vangelo di oggi: Gesù parla di una “Chiesa che guarisce, che cura“. Questa è la unica missione che la Chiesa deve sempre avere presente per non trasformarsi in una ONG caritatevole.

Alcune volte, io ho definito la Chiesa come di un ospedale da campo. – ha ricordato Bergoglio – È vero: quanti feriti ci sono, quanti feriti! Quanta gente che ha bisogno che le sue ferite siano guarite!“.

Ha ulteriormente chiarito: “questa è la missione della Chiesa: guarire le ferite del cuore, aprire porte, liberare, dire che Dio è buono, che Dio perdona tutto, che Dio è padre, che Dio è tenero, che Dio ci aspetta sempre…” e tutto questo va fatto in povertà.

Infatti, sempre nel Vangelo di oggi Gesù non dice agli Apostoli “‘Ma, voi siete grandi, alla prossima uscita adesso organizzate meglio le cose…’. – ha chiarito il Pontefice – “Soltanto: ‘Quando avete fatto tutto questo che dovete fare, dite a voi stessi: ‘Servi inutili siamo’. Questo è l’apostolo” e infatti li manda a predicare ordinando loro «non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone».

Questo non significa che la Chiesa non debba usare le risorse economiche e i doni che le sono affidati: “noi dobbiamo prendere aiuto e fare organizzazioni che aiutino in questo: quello sì, perché il Signore ci dà i doni per questo. – ha chiarito – Ma quando dimentichiamo questa missione, dimentichiamo lo zelo apostolico, dimentichiamo la povertà e mettiamo la speranza in questi mezzi, la Chiesa lentamente scivola in una ong e diviene una bella organizzazione: potente, ma non evangelica, perché manca quello spirito, quella povertà, quella forza di guarire“.

Quale è “la lode più bella per un apostolo?” ha quindi concluso Francesco “‘È stato un operaio del Regno, un lavoratore del Regno’. Questa è la lode più grande, perché va su questa strada dell’annuncio di Gesù: va a guarire, a custodire, a proclamare questo lieto annuncio,…a fare che il popolo ritrovi il Padre, a fare la pace nei cuori della gente“.

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14 Commenti

Gennaro il 7 Febbraio 2015 alle 7:59 am.

…”Chiedere aiuto e fare organizzazioni e non divenire ong”… Papa Francesco nella mia esperienza sociale in cooperazione sociale ad ispirazione cristiana la prima concorrenza è stata la Chiesa stessa ove i preti spesso si trasformano in ottimi imprenditori essendo in una posizione di potere avantaggiati… mi auguro che questo mio e di altri oggi sia letto dal nostro buon papa

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Nu Miccolis il 6 Febbraio 2015 alle 10:27 pm.

E’ vero! la Chiesa deve guarire le ferite del cuore, ma la Chiesa “siamo noi”! Curare e guarire le ferite del cuore è la nostra missione, è il comandamento che Gesù ci ha lasciato: AMA IL TUO PROSSIMO!

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giacomo il 6 Febbraio 2015 alle 3:35 pm.

In questi tempi in cui è riconosciuta dalla stessa chiesa la povertà della fede del nostro popolo, sembra che la ferita più grande che perversa in tutti gli ambienti è “l’ateismo”. Esiste al momento un popolo cristiano che sembra fermo al battesimo . Come fare per smuoverlo e proiettarlo verso la fede. Credo che bisogna fare come la Madonna di Medjugorje, la quale in questi tempi da sola stà recuperando un popolo fatto di cristiani assolutamente tiepidi e senza alcun fondamento di fede. Il Cristiano che parte viene toccato dalla Madonna ed con il solo suo tocco la persona viene rinnovata a tal punto che da atea che era , ritorna a pulsare con una fede nuova, convinta che se prega può stabilire un contatto con Dio Padre , essere esaudita in qualità di Figlio rigenerato e cambiare finalmente la sua realtà da negativa a positiva. E’ una conquista enorme per il singolo cristiano ed una grazia allo stesso tempo concessa da Dio che stà a significare quale salvezza può lui emanare. Oggi quei cristiani che tornano da Medjugorje, da quasi atei che erano, cominciano una nuova esistenza e le giornate sono piene di preghiere e rosari miranti alla conquista di grazie e mete spirituali inaspettate. Ed è questa la strada , secondo il mio parere , che la Chiesa deve svolgere , di cominciare a valorizzare il popolo cristiano nell’obbiettivo di smuovere le anime ferme e di proiettare il piccolo cristiano demotivato, affinché comprenda che anche lui può mirare a cambiare la sua realtà piccola insignificante in una realtà esaltante , visto il tempo di grazia , in contrapposizione alla negatività che ci circonda fatta di un mondo che pare voglia risolvere i problemi elaborando politiche di solo uomini e tutte fallimentari. Grazie Padre.

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Rosa Dalmiglio il 6 Febbraio 2015 alle 9:24 am.

Chiesa che cura le ferite del cuore, quasi un ospedale da campo, è singolare il modo di comunicare di Papa Francesco, usa lo stesso linguaggio semplice sia che parli al popolo che agli Apostoli della Chiesa, un filo comune lega i suoi pensieri “UNA CHIESA POVERA PER I POVERI”

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