Angelus Domini, Riflessioni di Papa Francesco

L’amore che ci insegna Gesù è quello disinteressato

La meditazione al primo Angelus di agosto è dedicata al Vangelo di Giovanni 6,24-35, e ci indica che ci sono vari modi e motivi che ci spingono a cercare Dio, ma non sempre sono quelli giusti.

Il brano segue la scena immediatamente successiva all’avvenimento della moltiplicazione dei pesci e dei pani; qui la gente cerca ancora Gesù e lo segue fino a Cafarnao, ma il Maestro li riprende: “-Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati-. La gente, infatti […] si era fermata al miracolo esteriore, si era fermata al pane materiale: soltanto lì, senza andare oltre, al significato di questo.

Anche noi dunque dovremmo chiederci perché cerchiamo Dio, se lo facciamo per il motivo giusto “perché tra le tante tentazioni, che noi abbiamo nella vita, tra le tante tentazioni ce n’è una che potremmo chiamare tentazione idolatrica. È quella che ci spinge a cercare Dio a nostro uso e consumo, per risolvere i problemi, per avere grazie a Lui quello che da soli non riusciamo a ottenere, per interesse. Lo cerchiamo quando siamo affamati e una volta sazi ce ne dimentichiamo, ma questo, avverte il Pontefice, non è quell’amore che vorrebbe Dio, “l’amore vero è disinteressato, è gratuito: non si ama per ricevere un favore in cambio! Questo è interesse.” Per questo Gesù alla gente che glielo chiede risponde che per piacere a Dio dobbiamo amare il Figlio, colui che ha mandato, “il Signore desidera con noi un rapporto d’amore: prima delle cose che riceviamo e facciamo, c’è Lui da amare. C’è una relazione con Lui che va oltre le logiche dell’interesse e del calcolo.

Questo è un insegnamento da applicare anche nella vita e nelle relazioni con gli altri, da amare disinteressatamente, “piuttosto che essere preoccupati soltanto del pane materiale che ci sfama, accogliamo Gesù come il pane della vita e, a partire dalla nostra amicizia con Lui, impariamo ad amarci tra di noi. Con gratuità e senza calcoli.

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1 pensato per “L’amore che ci insegna Gesù è quello disinteressato

  1. Santità Rev.ma, pochi giorni fa ho scritto un “tweet” sull’eutanasia, dove ho detto che la nostra vita non ci appartiene, Colui che ci ha creati soltanto può decidere, il quinto Comandamento parla chiaro. Ebbene, un gruppo di persone mi ha risposto che loro non credono in Dio e quindi sono per votare l’eutanasia. Oggi ho scritto un altro “tweet” sugli incendi dolosi in Sardegna e in Sicilia, chi incendia i boschi dovrà renderne conto a Dio, la natura è anche una creatura Sua, senza boschi non c’è salvezza come senza acqua. Mi diverte lottare per il Signore. Sono contento che si sia rimesso dall’operazione e con questa felicità La saluto cordialmente confermandoLe tutta la mia stima e gratitudine. Giovanni Gavini

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