Non esiste un cristiano senza gioia!

Non esiste un cristiano senza gioia!

Durante l’omelia di oggi, Papa Francesco, nella Santa Messa del mattino in Casa Santa Marta, ha ricordato come la gioia sia parte del DNA del cristiano e, pertanto, non possa esistere un cristiano privo di gioia. E questo anche “nelle croci e nelle sofferenze di questa vita“.

Un cristiano è un uomo e una donna di gioia, un uomo e una donna con gioia nel cuore. Non esiste un cristiano senza gioia! – ha detto Bergoglio prendendo spunto dalla Lettura del Vangelo (Mc 10,17-27) – La carta di identità del cristiano è la gioia, la gioia del Vangelo, la gioia di essere stati eletti da Gesù, salvati da Gesù, rigenerati da Gesù; la gioia di quella speranza che Gesù ci aspetta, la gioia che – anche nelle croci e nelle sofferenze di questa vita – si esprime in un altro modo, che è la pace nella sicurezza che Gesù ci accompagna, è con noi”.

Eppure tante volte sentiamo dire “‘Ma, Padre, io ne ho visti tanti!’ – ‘Non sono cristiani! Dicono di esserlo, ma non lo sono! Gli manca qualcosa’.” Questo qualcosa che manca a molti cristiani, ha spiegato Francesco è la gioia. E molte volte questo succede, come nel Vangelo, per colpa del denaro: “Gesù ci ha detto che non si può servire due padroni: o servi il Signore o servi le ricchezze. Le ricchezze non sono cattive in se stesse: ma servire la ricchezza è quella la cattiveria. Il poveretto se ne è andato triste… ‘Egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato’.

Nel momento in cui decide di seguire la mondanità perde quella gioia tipica del cristiano e si diventa scuri in volto, come appunto dice il Vangelo di oggi: questo dovrebbe farci riflettere molto. “Quando nelle nostre parrocchie, nelle nostre comunità, nelle nostre istituzioni troviamo gente che si dice cristiana e vuole essere cristiana ma è triste, qualcosa succede lì che non va. E dobbiamo aiutarli a trovare Gesù, a togliere quella tristezza, perché possa gioire del Vangelo, possa avere questa gioia che è propria del Vangelo”.

Chiediamo oggi al Signore che ci dia lo stupore davanti a Lui, davanti a tante ricchezze spirituali che ci ha dato – ha dunque concluso Papa Francesco – e con questo stupore ci dia la gioia, la gioia della nostra vita e di vivere in pace nel cuore le tante difficoltà; e ci protegga dal cercare la felicità in tante cose che alla fine ci rattristano: promettono tanto, ma non ci daranno niente! Ricordatevi bene: un cristiano è un uomo e una donna di gioia, di gioia nel Signore; un uomo e una donna di stupore”.

Share Button

Può interessarti anche:

Lascia il tuo pensiero con Giudea.com

7 Commenti

Isabella il 25 maggio 2016 alle 1:18 am.

********Buon giorno!***********
di gioia***

Rispondi

Celia Iniesta il 24 maggio 2016 alle 10:27 pm.

Buenas noches, desde España.

La alegría de vivir se convierte en ilusión, la ilusión es compañera de la fe. Sin ilusión y sin fe no nace la esperanza, tan necesaria para que Dios realizé sus milagros. Los milagros existen, la vida en sí es un milagro.

Saludos.

Rispondi

Teodora il 24 maggio 2016 alle 10:05 pm.

In un momento in cui c’è solo crescita di corruttele, che abusano dei più deboli, parlare di “gioia “ è meramente utopistico e increscioso per chi subisce gli strapoteri accentratori.
Dalla Chiesa devono venire esempi e pratiche concrete di cristianità: solidarietà, fratellanza, ripudio di avidità ed egoismi, di proprio, esclusivo interesse, da conseguire con qualsiasi mezzo.
Intanto, chi gestisce questo spazio, non sia dormiente o supersveglio anche sulle “fasi di accettazione” dei vari commenti.
Dai più piccoli ai più grandi divari, il risultato non può essere che il vuoto. Il vuoto, soprattuitto se forzato, non crea gioia. Tutt’altro!
Buona “accettazione”

Rispondi

Valeria Burdon il 24 maggio 2016 alle 10:03 pm.

Sono d accordo al 100 per 100.

Non farebbe senzo altrimenti. Credere in Cristo e’ credere nella vita eterna, e’ credere nel Padre Eterno colui che crea, colui che possiede il tutto che manage il tutto.
Io creatura sua, amore suo, gioia sua godo della sua misericordia infinita di me miserabile peccatrice. Padre che hai cosi tanta compassione per me. Padre che riempi le mie giornate ti tante grazie, io ti supplico di aiutarmi a tenere sempre lo sguardo fisso sul tuo AMORE. Amen

Rispondi

alberto il 24 maggio 2016 alle 9:02 pm.

Deduco che io non sono un cristiano, almeno per ora. E non perché servo le ricchezze.

Rispondi

Isabella il 24 maggio 2016 alle 4:29 pm.

***Grazie!!***…..Ecco…,come fanno le adolescenti,mimando di avere un cuore fra le due mani aperte,su cui soffiare….verso un altro!Ah ah..praticamente ho fatto questo,sbrigandomi ad accendere,connettermi con un clic!!Che bello!! Sia benedetto il 2016,la rete,il computer che mi ha regalato quel tesoro di mio figlio Luciano…Gran DIO perche’,..Tu esisti****e Gesu’ ha lasciato che ti facessero lo scherzo “da prete” di farti Papa!…Che vuoto, DIO mio,altrimenti!Il bianco,generalmente,non dona molto,sbatte come si dice,le fisionomie,e invece,nel tuo caso non e’ cosi’!!!! Sei sempre il piu’ bello e il piu’ giovane**(chiedo venia per la liberta’!!)..Si’..ma nella liberta’ esce la verita’,no? Le persone,troppe,anche intorno a me,non ringraziano mai dei tanti regali divini… Io non mi sento migliore di nessuno ,ma ringrazio veramente anche dell’acqua calda quando mi lavo.Ho dovuto conoscere cosa significhi non averla..e molti altri disagi,e tutto si e’ trasformato in forza d’animo,di carattere,come una cura ricostituente al mio spirito…Di queste curette,nella vita,ne ho fatte parecchie..ah ah e ci rido(mentre scrivo)!!!!Che mi manca?? Qualcuno potrebbe dire:tutto!! Posso benissimo rispondere che,delle cose,non m’importa niente.Per il “resto”,che e’ cio’ che per me conta,dico di averlo messo nelle Mani dell’Amore di DIO….*senza fine****
Senza fine,e’ il Bene che io chiedo allo Spirito Santo,di DARTI********
Isabella

Rispondi

Ivana Barbonetti il 24 maggio 2016 alle 9:08 am.

Ieri, 23, ero a Roma, almeno una volta a settimana devo andare nella mia citta’, ho voluto mangiare un panino seduta in P/zza Vittorio, ho vissuto la gioia che viene da Gesu’ osservando le persone di svariate etnie nelle piccole cose quotidiane che li trovano ristoro. Esporre il volto al sole con il sorriso grato verso il cielo per quel sole, togliersi le scarpe con piedi doloranti per il tanto camminare per lavorare e esporre il volto gioioso verso il cielo, un sorriso solo di condivisione no per nascosti intendimenti, l’uomo giovane di colore che guardava sconsolato giu’, ha alzato il volto e volgendolo verso il cielo si apriva al sorriso. Ho ringraziato Dio per questi fratelli e sorelle poveri ma gioiosi e speranzosi verso “il cielo”.—-Non ho visto questa gioia in quelli che ho trovato nel treno, curvi sui cellulari, pc, ha fare giochi non curanti di chi o cosa avevano “intorno” a se, sgomitare per avere le braccia libere per smanettare meglio incuranti del vicino. C’era l’ultimo tipo di cell. di pc o quant’altro ma non c’era gioia, c’era competizione con uno strumento elettronico?!———Ivana Barbonetti.

Rispondi

Lascia un commento

La tua e-mail non sarà pubblicata. Campi obbligatori *

È possibile utilizzare i seguenti codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.