Non restiamo spettatori distaccati al grido di fame del mondo

Il Vangelo di oggi racconta moltiplicazione dei pani e dei pesci. Vedendo la grande folla che lo aveva seguito nei pressi del lago di Tiberiade, Gesù si rivolge all’apostolo Filippo e domanda: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?»

I pochi denari che Gesù e gli apostoli possiedono, infatti, non bastano per sfamare quella moltitudine. Ed ecco che Andrea, un altro dei Dodici, conduce da Gesù un ragazzo che mette a disposizione tutto quello che ha: cinque pani e due pesci; ma certo – dice Andrea – sono niente per quella folla. Bravo questo ragazzo! Coraggioso. Anche lui vedeva la folla, e vedeva i suoi cinque pani. Dice: “Io ho questo: se serve, sono a disposizione”. Questo ragazzo ci fa pensare… Quel coraggio… I giovani sono così, hanno coraggio. Dobbiamo aiutarli a portare avanti questo coraggio. Eppure Gesù ordina ai discepoli di far sedere la gente, poi prende quei pani e quei pesci, rende grazie al Padre e li distribuisce, e tutti possono avere cibo a sazietà. Tutti hanno mangiato quello che volevano.

Con questa pagina evangelica, la liturgia ci induce a non distogliere lo sguardo da quel Gesù che domenica scorsa, nel Vangelo di Marco, vedendo «una grande folla, ebbe compassione di loro». Anche quel ragazzo dei cinque pani ha capito questa compassione, e dice: “Povera gente! Io ho questo…”. La compassione lo ha portato a offrire quello che aveva. Oggi infatti Giovanni ci mostra nuovamente Gesù attento ai bisogni primari delle persone. L’episodio scaturisce da un fatto concreto: la gente ha fame e Gesù coinvolge i suoi discepoli perché questa fame venga saziata. Questo è il fatto concreto. Alle folle, Gesù non si è limitato a donare questo – ha offerto la sua Parola, la sua consolazione, la sua salvezza, infine la sua vita –, ma certamente ha fatto anche questo: ha avuto cura del cibo per il corpo. E noi, suoi discepoli, non possiamo far finta di niente. Soltanto ascoltando le più semplici richieste della gente e ponendosi accanto alle loro concrete situazioni esistenziali si potrà essere ascoltati quando si parla di valori superiori.

L’amore di Dio per l’umanità affamata di pane, di libertà, di giustizia, di pace, e soprattutto della sua grazia divina, non viene mai meno. Gesù continua anche oggi a sfamare, a rendersi presenza viva e consolante, e lo fa attraverso di noi. Pertanto, il Vangelo ci invita ad essere disponibili e operosi, come quel ragazzo che si accorge di avere cinque pani e dice: “Io dò questo, poi tu vedrai…”. Di fronte al grido di fame – ogni sorta di “fame” – di tanti fratelli e sorelle in ogni parte del mondo, non possiamo restare spettatori distaccati e tranquilli. L’annuncio di Cristo, pane di vita eterna, richiede un generoso impegno di solidarietà per i poveri, i deboli, gli ultimi, gli indifesi. Questa azione di prossimità e di carità è la migliore verifica della qualità della nostra fede, tanto a livello personale, quanto a livello comunitario.

Poi, alla fine del racconto, Gesù, quando tutti furono saziati, Gesù disse ai discepoli di raccogliere i pezzi avanzati, perché nulla andasse perduto. E io vorrei proporvi questa frase di Gesù: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto» (v. 12). Penso alla gente che ha fame e a quanto cibo avanzato noi buttiamo… Ognuno di noi pensi: il cibo che avanza a pranzo, a cena, dove va? A casa mia, cosa si fa con il cibo avanzato? Si butta? No. Se tu hai questa abitudine, ti dò un consiglio: parla con i tuoi nonni che hanno vissuto il dopoguerra, e chiedi loro che cosa facevano col cibo avanzato. Non buttare mai il cibo avanzato. Si rifà o si dà a chi possa mangiarlo, a chi ha bisogno. Mai buttare il cibo avanzato. Questo è un consiglio e anche un esame di coscienza: cosa si fa a casa col cibo che avanza?

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4 Commenti

Celia Iniesta Solano il 31 luglio 2018 alle 12:26 pm.

¡ Buenos días !

Padre, es cierto. La alegría divina es contagiosa, es un virus. El virus de la plenitud. Pase lo que pase, Dios estará con nosotros, hagan lo que hagan, será Dios quién diga la última palabra, digan lo que digan, Dios es la verdad, Él hará que se cumpla su voluntad, le pese a quién le pese, incluida yo. Si. Asi es. Es que es tan hermosa su forma de proceder, pero yo soy humana soy inperfecta y a veces no entiendo. Es cierto que me preocupo por entender, y eso para el Señor es suficiente. No paro de soñar, sueño mucho, tanto que a veces hasta despierto agotada. Nadie puede controlar los sueños. Yo no soy la responsable que las cosas sean así. Sueño en exceso, ¿ Por qué yo soñaré tanto y tanto ? Hay personas que ni siquieran sueña. Y yo sueño tanto. Mis sueños casi siempre son positivos y cuando son tan profundos no los recuerdo. No sé. Será Dios que me está transformando desde la psique.
Esta oración se la escrito a Nuestro Padre Celestial, y quiero compartirla con ustedes.

DIOS BENDITO

Padre Eterno, conoces mi corazón.
Dios bendito, conozco tu misericordia,
Conozco tu perdón, la compasión de tu Hijo,
Acto puro de amor hacia ti y tu creación.
Camino para entender la maravilla de tu pensamiento.
¡Guíame Señor del Cielo! hazme entender tu voluntad.
Yo sé que soy tu hija, Bendito Padre Celestial que nunca falla.
Aunque no entienda, seguiré,
aunque no me comprendan, seguiré.
Aunque nadie me crea seguiré, aunque a veces me falten la fuerzas, seguiré.
Seguiré, y seguiré, hasta el día que Dios quiera seguiré. No tengo nada que temer, Los ojos del Señor alumbran mi camino.
Gracias Dios del Cielo, luz divina que todo lo limpia. Gracias PadreNuestro.

Gracias.

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Franco Masini il 30 luglio 2018 alle 4:39 pm.

“Grande il nostro Pastore e Santo Padre Papa Francesco. Anch’io mi regolo sulle Sue parole , sulle Sue intuizioni, le Sue massime ed i Suoi insegnamenti. E di chi altro, infatti mi potrei fidare se non del Vicario di Gesù Cristo nostro Signore ed amico sincero?”

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Krzysztof Sasin il 30 luglio 2018 alle 1:21 pm.

Sua Santità Papa Francesco, possono uccidermi, aiutami !!!! Polizia di Bialostocka dalla stazione di polizia II a Bialystok, ul. Warszawska 65 a Bialystok tel. +48 85 748 20 61 spinge le persone attraverso un dispositivo specializzato, onde radio al cervello umano, per spaventarmi e uccidermi. Per favore, aiutami dall’altra città. Aiuto !!! La mia vita è in grande pericolo. !!! Il mio indirizzo è Krzysztof Sasin, ul.Pulkowa 5/12 Bialystok, codice 15-143, tel. +48 735961216

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Giovanna Calabrese il 30 luglio 2018 alle 9:06 am.

Caro Papa Francesco, perché non considera che esiste tanta gente di buoni sentimenti che comunque aiuta i più piccoli? Mi scusi Papa Francesco ma non credo sia giusto, come lei stesso ha qualche volta affermato accogliere senza la Santa Virtù della Prudenza nell’ordine e nel rispetto di TUTTI e dico TUTTI: Il diverso non è quello che ha un colore differente della pelle. Non conta niente il suo colore. Diversi siamo tutti. Perché non porre attenzione alle buone intenzioni? C’è troppo odio, accuse ingiustificate anche da parte della Chiesa e proprio ieri durante l’omelia il Sacerdote ha invitato tutti a non portare indosso il Crocifisso ed ha ritenuto un imposizione esporlo nelle scuole ed in altri luoghi:No, non è accettabile tutto questo. Troppo odio nei confronti di chi chiede aiuto all’Europa. Troppo odio

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