Ogni giorno l’amore fedele di Dio ci dà serenità e forza nel cammino

amore fedeleLa speranza sappiamo essere un’ancora che ci lega alla riva del cielo ove è Dio; è una ancora imbattibile, ci dice oggi il Pontefice nel corso della messa a suffragio dei cardinali e dei vescovi  scomparsi nel corso dell’anno, che neppure la morte può rompere poiché il legame che si instaura quando quell’ancora si aggancia a quella spiaggia è cementificato dall’amore di Dio.

Ricordando le parole di San Paolo Papa Francesco ribadisce come niente sia in grado di separare un cristiano dall’amore di Dio. Tra chi accoglie Gesù con fede e Gesù stesso si crea un legame, una unione d’amore, che neppure il presente o il futuro, gli angeli o i principati, le altezze o le profondità, le potenze demoniache ostili all’uomo potranno spezzare.

Il cristiano proprio facendo affidamento sull’esperienza reale dell’amore di Dio, che è un amore fedele che mai delude, affronta con coraggio il presente e il futuro; solamente il peccato è in grado di spezzare questo legame ma è una rottura unilaterale, solo dell’uomo, poiché Dio mai smette di continuare ad amarci ed è sempre sempre in attesa di un nostro ritorno per donarci il suo perdono, fino alla morte che è il momento in cui questo amore di Dio verso l’uomo giunge a coronamento con l’incontro dell’uomo stesso con Dio.

Tuttavia all’uomo che si trova a vivere la perdita di una persona cara la morte rimane un elemento di dubbio, sembra che in essa vi sia la fine della vita e uno spreco poiché quanto il defunto ha fatto in vita viene a perdersi. “Che cosa ne sarà della sua vita, del suo lavoro, del suo servizio nella Chiesa?” ci troviamo a spesso a domandarci.

Tutto quando compiamo in vita, risponde Papa Francesco, è “nelle mani di Dio”, tutto quando noi facciamo in vita, tutto quanto noi siamo, dopo la morte diventa parte del “rapporto personale di rispetto e di fedeltà” tra Dio e l’uomo poiché “la mano è segno di accoglienza e di protezione”.

Anche i peccati, i nostri peccati, sono nelle mani di Dio – aggiunge il Pontefice al termine della sua omelia – quelle mani sono misericordiose, mani ‘piagate’ d’amore”. Quindi completata dicendo “Non per caso Gesù ha voluto conservare le piaghe nelle sue mani per farci sentire la sua misericordia. E questa è la nostra forza e la nostra speranza.

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5 Commenti

luigi frau il 6 Novembre 2013 alle 6:21 pm.

grazie;)

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mariafiorella il 5 Novembre 2013 alle 9:29 pm.

Gentile sig.Frau mi permetto dopo aver letto il suo post di darle un consiglio si rivolga al suo Parroco che senz’altro le potra’ dare un consiglio
conoscendola e poi ha la possibilita’ di andare a Cagliari al santuario della Madonna di Bonaria?
Ecco se puo’ ci vada con la sua famiglia.Cari saluti
e non disperi il Signore ci ascolta tutti.

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luigi frau il 5 Novembre 2013 alle 6:47 pm.

al santo padre francesco siamo una famiglia non ci sta andando bene niente se possibile una preghiera e avere qualcosa benedetta frau luigi siniscola prpvincia nuoro 08029 via cardducci n22 ringrazio anticipatamente gigi

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Nella Lisi il 4 Novembre 2013 alle 8:58 pm.

Tutto il suo scritto non si può aggiungere nulla, Santità tutto quello che Lei ha detto è pura verità . Mi perdoni ma dò un abbraccio con tutto il cuore. Nella.

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mariafiorella il 4 Novembre 2013 alle 8:26 pm.

Grazie Santita’ per questa catechesi.Si’ ns.Signore e’ la nostra speranza la nostra stessa vita che va
oltre la morte mistero si grande che solo il Signore puo’ aiutarci a comprendere.

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