Papa Francesco insegna come pregare Dio

Papa Francesco insegna come pregare Dio

Nel Vangelo di questa domenica (Lc 11,1-13), ha commentato Papa Francesco prima della preghiera mariana dell’Angelus, Gesù insegna ai discepoli a pregare. Nel fare questo, Gesù insegna a ogni cristiamo come “possiamo entrare anche noi in quel rapporto di dialogo confidenziale con il Padre che ha accompagnato e sostenuto tutta la vita” di Gesù.

Prima di tutto, ha spiegato Bergoglio, Gesù ci insegna a chiamare Dio con l’appellativo di “Padre“: è questa una vera e propria parola chiave, una parola che “è il “segreto” della preghiera di Gesù“. Tuttavia, continua a sottolinerare Papa Bergoglio, Gesù non si limita a questo, ma ci insegna ad associare a questo appellativo, “due richieste: «sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno»“. Cosa significa questo? Prima di tutto Gesù ci insegna che quando preghiamo stiamo facendo posto a Dio, cioè lo stiamo pregando affinché manifesti “la sua santità in noi facendo avanzare il suo regno“.

A seguire Gesù ci indica le tre richieste essenziali, i tre veri bisogni del cristiano, da fare al padre: “sono tre domande che esprimono le nostre necessità fondamentali: il pane, il perdono e l’aiuto nelle tentazioni – ha ulteriormente spiegato il Vescovo di Roma – Non si può vivere senza pane, non si può vivere senza perdono e non si può vivere senza l’aiuto di Dio nelle tentazioni“.

Tuttavia, ha ulteriormente indicato Francesco, dobbiamo prestare attenzione al fatto che “il pane che Gesù ci fa chiedere è quello necessario, non il superfluo; è il pane dei pellegrini, il giusto, un pane che non si accumula e non si spreca, che non appesantisce la nostra marcia“.

Allo stesso modo “il perdono è, prima di tutto, quello che noi stessi riceviamo da Dio: soltanto la consapevolezza di essere peccatori perdonati dall’infinita misericordia divina può renderci capaci di compiere concreti gesti di riconciliazione fraterna. – ha commentato Bergoglio – Se una persona non si sente peccatore perdonato, mai potrà fare un gesto di perdono o di riconciliazione. Si comincia dal cuore dove ci si sente peccatore perdonato“.

Infine “l’ultima richiesta, «non abbandonarci alla tentazione», esprime la consapevolezza della nostra condizione, sempre esposta alle insidie del male e della corruzione. Tutti conosciamo cosa è una tentazione“!

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5 Commenti

Roberto il 26 luglio 2016 alle 11:07 pm.

Nonostante i nostri limiti, fatiche, prove, difficoltà e sofferenze, Gesù ci invita a rivolgerci a Dio con una parola che esprime tenerezza: Abba’, Padre, Papà, stabilendo con Lui un rapporto di semplicità e di immediatezza particolare.
Se Dio è Padre noi siamo figli e dobbiamo sentirci figli amati ed accolti, liberamente ed infinitamente amati, infinitamente e liberamente accolti.

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Celia Iniesta il 25 luglio 2016 alle 6:21 pm.

Padre , que se me olvidaba.

Buen viaje, a Cracovia.

Saludos.

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Celia Iniesta il 25 luglio 2016 alle 6:01 pm.

Buenas Tardes,.

Cuantas verdades juntas en tan pocas palabras, Padre. Amén.

Si, cierto.
Si ahora soy fuerte es porque ayer fuí débil; las debilidades humanas son lo que nos diferencia de las máquinas. Todos somos pecadores, por eso aquello de quién esté libre de pecado que tire la primera piedra. A través de la compasión de Dios, aprendí a perdonar, gracias a sus reflexiones, pues antes me indignaba mucho, soy humana no soy perfecta. Es que lo mío es muy fuerte. A ver como lo explico: a veces la verdad es díficil de explicar. Iré poco a poco.
Los primeros que necesitan de nuestro perdón y nosotros el suyo es el de nuestros hijos. Actualmente formo parte de ese tipo de familias restructuradas. Mi hijo es único por parte de madre, pues su padre se volvió a casar y tiene tres hijos más que se quieren y se tratan como hermanos y no hermanastros. La verdad sea dicha, que desde nuestra separación hace ya muchos años, hemos hecho siempre lo que creíamos mejor para el niño. Nunca llegamos a los juzgados, lo solucionamos nosotros, llegando acuerdos y lo mejor para todos, Y CON LA AYUDA DE LA FAMILIA;
Mi hijo adora a sus hermanos, siempre le hizo más caso a su padre que a mi, yo le inculqué valores de igualdad. Y él siempre me prueba , y se choca contra un muro. Ya aprenderá. Yo me llevo a mi nieto en mi casa para que ellos salgan, son jóvenes tienen que vivir. Mi hijo no hace caso de nadie, sólo se hace caso a sí mismo, ES DE SIGNO SOLAR ACUARIO, la palabra clave de acuario es, Yo sé. Y lo tenemos que aceptar, pues es su vida y no la NUESTRA, y no es nuevo de siempre fue así. Luego por otra parte mi pareja tiene dos hijos, aunque en menos de dos años han volado todos del hogar. Mi pareja es una persona de esas que no se ven todos los días, es más bueno que el pan, aunque es ateo, no bautizó ni a sus hijos, ahoran son grandes y pueden elegir.
Y esto es lo gracioso, no puedo contarles mi historia a aquellas personas que no están preparadas para la verdad de Dios, les puede dar ALGO, por eso repito tanto la importancia de estar preparados. Todo cae por su propio peso. Ahora, yo le estoy haciendo creer. Ante la evidencia, nada es discutible. Poco a poco.

Un abrazo afectuso.

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Borel Fasanella il 25 luglio 2016 alle 4:48 pm.

La Preghiera dal Pater Nostri rimane la nostra Preghiera verso nostro Caro Dio Il cuale Noi Ami molto,Lei Ascolta tutti le nostre prghrieri ,per che Il vede cosi noi ABIAMO a l interno dal nostre cuore,& Dio SA cuelle cose noi ABIAMO per Reingraziarle, demandar Li pardono, & Lei presentare le nostre dimanda.Amén!

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Ivana Barbonetti il 25 luglio 2016 alle 3:50 pm.

Il pane e’ al primo posto, madre Teresa quando soccorreva i poveri di Calcutta provvedeva prima al mangiare, spiego’ realisticamente che uno stomaco contorto dalla fame non consentiva all’anima di “capire”. Il pane necessario e non sovrappiu’, questo dovrebbero comprendere le persone obese per il “troppo” mangiare e non per patologie, a Dio si puo’ chiedere di vincere questa tentazione al troppo cibo. Perdonare e’ un dono di Dio, a Lui lo chiedo continuamente, questo mi permette di fare continuamente azioni di comunicazione fraterna, mantengo sempre la “porta aperta”, ho capito e sto’ vivendo chiedendo continuamente a Lui, senza stancarmi. Grazie Padre Francesco, grazie Dio per il dono di padre Francesco—-Ivana Barbonetti.

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