Papa Francesco nella Veglia di Pasqua: non fuggire dai problemi

Papa Francesco Veglia di Pasqua: non fuggire dai problemi

Sull’esempio delle donne che entrarono nel sepolcro duemila anni or sono, anche noi, in questa Pasqua 2015, dobbiamo entrare nel mistero pasquale, ha spiegato Papa Francesco durante la Veglia di Pasqua nella Basilica Vaticana, ma nel fare questo non dobbiamo fuggire dalla realtà, quanto piuttosto cercare “una risposta non banale alle domande che mettono in crisi la nostra fede, la nostra fedeltà e la nostra ragione“.

Per questo, in effetti, siamo qui: per entrare, entrare nel Mistero che Dio ha compiuto con la sua veglia d’amore. – ha detto il Santo Padre – Non si può vivere la Pasqua senza entrare nel mistero“. Ma cosa vuol dire davvero “entrare nel mistero“?

Esso significa “non avere paura della realtà“, ha spiegato il Vescovo di Roma cioè “non chiudersi in se stessi” e, al contempo, “non fuggire davanti a ciò che non comprendiamo“. Non avere paura della realtà significa dunque “non chiudere gli occhi davanti ai problemi, non negarli” ma al contempo significa anche “non eliminare gli interrogativi“.

Il cristiano non deve scappare in un mondo ideale o immaginario ma operare nel presente, andando “oltre le proprie comode sicurezze, oltre la pigrizia e l’indifferenza che ci frenano“. L’esortazione che Papa Francesco ha rivolto a tutti i presenti è quella di “mettersi alla ricerca della verità, della bellezza e dell’amore” con un obbiettivo, quello di “cercare un senso non scontato, una risposta non banale alle domande che mettono in crisi la nostra fede, la nostra fedeltà e la nostra ragione“.

Tuttavia questo è possibile solamente quando riconosciamo i nostri limiti e ci mettiamo all’ascolto di Dio: “per entrare nel mistero ci vuole umiltà, l’umiltà di abbassarsi, di scendere dal piedestallo del nostro io tanto orgoglioso, della nostra presunzione – ha ammonito il Santo Padre – l’umiltà di ridimensionarsi, riconoscendo quello che effettivamente siamo: delle creature, con pregi e difetti, dei peccatori bisognosi di perdono”.

Per entrare nel mistero ci vuole questo abbassamento che è impotenza, svuotamento delle proprie idolatrie – ha dunque concluso Papa Francesco – che è adorazione. Senza adorare non si può entrare nel mistero“.

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3 Commenti

enza il 7 Aprile 2015 alle 10:20 pm.

la preghiera mista aiutando molto nel ritrovare la serenità e nell affrontare la realtà che spesse volte è difficile accettare,Santo Padre grazie sempre per le sue parole che mi aiutano a riflettere sui miei dolori sulle mie delusioni e mi danno tanto coraggio per andare avanti.

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Santa Arre il 6 Aprile 2015 alle 11:40 pm.

…Parole di precisione le Sue, Santo Padre e fraterne di esortazione a riportare… all’umiltà, lo scandire misterioso dell’orologio delle nostre vite !!!

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Anna Maria Zumpano il 5 Aprile 2015 alle 7:45 pm.

Auguri Santo Padre, che il Signore ascolti il tuo cuore di figlio devoto e possa donare la pace e la giustizia in questo mondo travagliato e disubbidiente. A lei la gloria e la lode.

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