Portate la luce del Vangelo ai vostri contemporanei e continuate a lottare

 

Domenica 2 giugno 2019, in occasione del terzo ed ultimo giorno del suo viaggio apostolico in Romania, Papa Francesco ha compiuto la Divina Liturgia beatificando sette vescovi martiri greco-cattolici e lanciando a tutti i fedeli l’invito ad essere come questi Beati, veri testimoni di libertà, misericordia e perdono. Ciò che ha detto è che “adesso tocca a noi lottare, come è toccato a loro in quei tempi” contro tutte quelle ideologie atee che disprezzano il valore della persona, della vita e della famiglia.

Parlando dei 7 martiri il Santo Padre ci ha tenuto a sottolineare che questi non furono i soli ad essere perseguitati poiché in quel periodo, durante il quale la vita della comunità cattolica fu messa a dura prova dal regime dittatoriale e ateo, furono incarcerati tutti i vescovi della Chiesa greco-cattolica e della Chiesa cattolica di rito latino.

Il Papa ha spiegato come le terre che lo hanno ospitato siano luoghi in cui vi è stata molta sofferenza e per questo ha detto a tutti presenti: “Voi avete sofferto azioni basate sul discredito fino all’annientamento di chi non può difendersi e al tacere delle voci dissonanti. Ma di fronte alla feroce oppressione del regime, i 7 vescovi dimostrarono una fede e un amore esemplari”.

Il Santo Padre ha poi messo in guardia dalle nuove ideologie, capaci di sradicare le persone dalle tradizioni culturali e religiose. Si tratta, ha detto, di colonizzazioni ideologiche che disprezzano il valore della persona, della vita, del matrimonio e della famiglia e nuocciono soprattutto sui più piccoli, lasciandoli senza radici solide sulle quali poter crescere.

Proprio a partire dalla considerazione di queste nuove ideologie, il Santo Padre ha fatto un’osservazione importantissima: “Vorrei incoraggiarvi a portare la luce del Vangelo ai nostri contemporanei e a continuare a lottare, come questi Beati, contro queste nuove ideologie che sorgono”. Visto che, come è toccato a loro in quei tempi, oggi tocca a ciascuno di noi, allora “possiate essere testimoni di libertà e di misericordia, facendo prevalere la fraternità e il dialogo sulle divisioni”.

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