Siamo tutti giusti grazie alla morte e resurrezione di Gesù

L’ affollata Udienza odierna verte sulla parola giustificazione nella fede, ovvero essere giusti grazie alla fede in Cristo, seppur peccatori, come afferma Paolo nelle sue lettere ai Galati e ai Romani.

La giustificazione è la conseguenza della ‘misericordia di Dio che offre il perdono‘ […]  attraverso la morte di Gesù – ha distrutto il peccato e ci ha donato in maniera definitiva il perdono e la salvezza. Così giustificati, i peccatori sono accolti da Dio e riconciliati con Lui. È come un ritorno al rapporto originario tra il Creatore e la creatura, prima che intervenisse la disobbedienza del peccato.” Un ritorno alle origini.

Paolo rimembra sempre la sua conversione, da osservante zelante a buon cristiano seguendo l’esempio del Maestro, imparando che “ non siamo noi con i nostri sforzi che diventiamo giusti, no: non siamo noi; ma è Cristo con la sua grazia a renderci giusti.” Nonostante i nostri sforzi dunque, non saranno i nostri meriti a farci ottenere la giustificazione, ma solo la grazia e il perdono di Dio. Ma credere nella giustificazione grazie al sacrificio di Gesù non ci deve allontanare dalla legge mosaica, i comandamenti vanno osservati, con l’aiuto del Padre.

Perché siamo giustificati anche per le opere che facciamo, “la risposta della fede esige di essere attivi nell’amore per Dio e nell’amore per il prossimo.” Nasciamo tutti giusti grazie al sacrificio di Gesù, “poi, con il nostro operato diventiamo peccatori.  […] La luce della fede ci permette di riconoscere quanto sia infinita la misericordia di Dio, la grazia che opera per il nostro bene. Ma la stessa luce ci fa anche vedere la responsabilità che ci è affidata per collaborare con Dio nella sua opera di salvezza. La forza della grazia ha bisogno di coniugarsi con le nostre opere di misericordia, che siamo chiamati a vivere per testimoniare quanto è grande l’amore di Dio.

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