Sintesi del Messaggio di Pasqua di Papa Francesco

Sintesi del Messaggio di Pasqua di Papa Francesco

I tanti fronti di questa “guerra mondiale a pezzi“, combattuta qui e là in tante parti del mondo, come più volte Papa Francesco la ha definita, sono stati al centro del messaggio del Santo Padre all’ora della benedizione Urbi et Orbi di Pasqua 2016: dopo aver celebrato la Santa Messa di Pasqua 2016, a mente il messaggio della Vigilia di Pasqua, nella quale il Pontefice ha ricordato come la Pasqua sia la festa della speranza, è stato nuovamente un messaggio di speranza quello che il Pontefice ha voluto inviare al mondo.

Speranza che non è far finta di non vedere i problemi che ci sono al mondo o nasconderli, speranza che è proprio metterli in luce, ma con una luce diversa, la luce del Risorto: evangelizzare il problemi, guardarli alla luce del Vangelo è la strada indicata dal Papa per trovare una soluzione agli stessi.

Così nel messaggio prima della classica benedizione pasquale, il Vescovo di Roma, rivolgendosi al mondo, ha sottolineato come “il mondo è pieno di persone che soffrono nel corpo e nello spirito, mentre le cronache giornaliere si riempiono di notizie di efferati delitti, che non di rado si consumano tra le mura domestiche, e di conflitti armati su larga scala che sottomettono intere popolazioni a indicibili prove“.

Di fronte a questo scenario, “Cristo risorto indica sentieri di speranza alla cara Siria” e favorisce in Terrasanta la “convivenza fra Israeliani e Palestinesi“. Allo stesso modo accompagna “gli sforzi intesi a raggiungere una soluzione definitiva alla guerra in Ucraina” e stimola “la nostra vicinanza alle vittime del terrorismo, forma cieca ed efferata di violenza che non cessa di spargere sangue innocente in diverse parti del mondo, come è avvenuto nei recenti attentati in Belgio, Turchia, Nigeria, Ciad, Camerun, Costa d’Avorio e Iraq“.

La Pasqua, festa della speranza, aiuti a portare a “buon esito i fermenti di speranza e le prospettive di pace dell’Africa – penso in particolare al Burundi, al Mozambico, alla Repubblica Democratica del Congo e al Sud Sudan, segnati da tensioni politiche e sociali” e supporti il “popolo venezuelano nelle difficili condizioni in cui si trova a vivere e su quanti hanno in mano i destini del Paese, affinché si possa lavorare in vista del bene comune, cercando spazi di dialogo e collaborazione con tutti. Ovunque ci si adoperi per favorire la cultura dell’incontro, la giustizia e il rispetto reciproco, che soli possono garantire il benessere spirituale e materiale dei cittadini“.

Rivolgendosi quindi alla crisi dei migranti Francesco ha sottolineato come “il Cristo risorto, annuncio di vita per l’intera umanità, si riverbera nei secoli e ci invita a non dimenticare gli uomini e le donne in cammino alla ricerca di un futuro migliore, schiera sempre più numerosa di migranti e di rifugiati – tra cui molti bambini – in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e dall’ingiustizia sociale. – ha denunciato – Questi nostri fratelli e sorelle, sulla loro strada incontrano troppo spesso la morte o comunque il rifiuto di chi potrebbe offrire loro accoglienza e aiuto“.

Infine, senza dimenticare “i nostri fratelli e sorelle che sono perseguitati per la fede e per la loro fedeltà al nome di Cristo“, “a quanti nelle nostre società hanno perso ogni speranza e gusto di vivere, agli anziani sopraffatti che nella solitudine sentono venire meno le forze, ai giovani a cui sembra mancare il futuro, a tutti rivolgo ancora una volta le parole del Risorto: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose … A colui che ha sete darò gratuitamente acqua dalla fonte della vita” (Ap 21,5-6)“.

Questo rassicurante messaggio di Gesù“, ha concluso Papa Francesco  “aiuti ciascuno di noi a ripartire con più coraggio e speranza per costruire strade di riconciliazione con Dio e con i fratelli. Ne abbiamo tanto bisogno!

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3 Commenti

mario salvatore cossu il 29 marzo 2016 alle 4:19 pm.

Le Sue parole sono sempre stimolo a migliorare.
Credo che alla Chiesa Cattolica, almeno con i Papi che ho avuto la fortuna di conoscere nella mia vita, non sia mai mancata una guida spirituale degna.
Purtroppo, c’è bisogno di una conversione dei comportamenti che, troppo spesso, pretendiamo dagli altri e non siamo in grado di attuare per noi stessi.
Certamente la cultura non può essere confusa con l’erudizione che, seppure importantissima, è soltanto uno dei semi di quel patrimonio collettivo dell’umanità, che può aiutare a fare squadra o, in senso più ampio, “gregge positivamente attivo e consapevole”.

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Isabella il 29 marzo 2016 alle 12:45 am.

****!!!!!****Ciao…Sei piu’importante del mio sonno che mi chiude gli occhi,e non mi fa vedere la tastiera…e…anche del mio svegliarmi..domani mattina*Che Tu sia Benedetto,riempito di vita dallo Spirito Santo!!!
Isabella

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nestor tapias alvarez il 27 marzo 2016 alle 10:58 pm.

Los lideres del mundo,comunidades religiosas,ONU,medios de comunicacion,entre otros,debemos comprometernos en la busqueda sincera de la paz con justicia social.No es posible que con tantas riquezas que Dios ha depositado en el hombre,tengamos miseria,pobreza extrema,abandono,envidias,violencia,corrupcion y guerras fraticidas .Debemos parar este desangre inutil,por la ambicion ciega de unos pocos.

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