Anche nelle situazioni difficili, Dio è sempre vicino

Anche nelle situazioni difficili, Dio vi è sempre vicino

Papa Francesco durante l’Udienza Generale di oggi ha parlato della relazione che vi è tra Misericordia e Consolazione: ispirandosi ai capitoli 30 e 31 del libro del profeta Geremia, capitoli denominati anche “Libro della Consolazione”, il Vescovo di Roma ha sottolineato come “la consolazione del Signore è ‎vicina a chi sa attraversare la dolorosa notte del dubbio, aggrappandosi e ‎sperando nell’alba della misericordia di Dio, che tutta l’oscurità e l’ingiustizia ‎non potranno mai sconfiggere“.

Il profeta Geremia si rivolge ai figli d’Israele che erano stati deportati, e ne annuncia il ritorno alla loro terra. Questo ritorno alla patria è segno dell’amore infinito di Dio che non abbandona i suoi figli, ma si prende cura di loro e li salva.

L’esilio è stata un’esperienza molto difficile per il popolo di Israele e lo ha fatto vacillare la sua fede. Anche noi a volte possiamo vivere qualche tipo di esilio, come la solitudine, la sofferenza, la morte, il che ci fa pensare che abbiamo abbandonato Dio. Possiamo chiederci: dov’è Dio?

Il profeta Geremia ci dà una risposta: Dio è vicino a noi, egli è fedele e fa grandi opere di salvezza in coloro che confidano in Lui. Dio ama con amore senza limiti, che neppure il peccato può frenare, e questo amore rende il cuore dell’uomo pieno di gioia e di consolazione.

Gesù ha portato a compimento l’annuncio del profeta. La sua passione, morte e resurrezione è la massima espressione e la più piena dell’amore misericordioso di Dio, che ci riporta a casa dall’esilio, ci conforta nelle avversità e ci dà gioia, pace e vita eterna.

Cari amici, vi auguro che niente e nessuno possa impedirvi di vivere e crescere nell’amicizia di Dio Padre – ha dunque concluso Papa Francesco – lasciate che il suo amore sempre vi rigeneri come figli e vi riconcili con Lui, con voi stessi e con i fratelli. Scenda su di voi e sulle vostre famiglie l’abbondanza delle sue benedizioni.

Queridos hermanos y hermanas

El Profeta Jeremías se dirige a los israelitas que habían sido deportados y les anuncia el regreso a su tierra. Esta vuelta en patria es signo del amor infinito de Dios que no abandona a sus hijos, sino que los cuida y los salva.

El exilio fue una experiencia muy dura para el pueblo de Israel e hizo que su fe vacilase. También nosotros podemos vivir a veces algún tipo de exilio, como la soledad, el sufrimiento, la muerte, que nos hace pensar que estamos abandonados de Dios. Nos podemos preguntar: ¿Dónde está Dios?

El Profeta Jeremías nos da una respuesta: Dios está cerca de nosotros, es fiel y hace grandes obras de salvación en aquellos que esperan en él. Dios ama con un amor sin límites, que ni el pecado puede frenar, y hace que el corazón del hombre se llene de alegría y consolación.

Jesús ha llevado a plenitud el anuncio del profeta. Su pasión, muerte y resurrección es la expresión definitiva y más plena del amor misericordioso de Dios, que nos devuelve del exilio, nos conforta en las adversidades y nos concede alegría, paz y vida eterna.

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3 Commenti

Teodora il 17 Marzo 2016 alle 4:07 pm.

Dio sia vicino a farisei e scribi, sempre attuali, affinchè abbandonino l’ingordigia e connessa ipocrisia a scopo di personali, arbitrari profitti e straordinari privilegi, praticando fattivamente e fedelmente la Sua parola. La realtà è molto variegatamente discordante!

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Ivana Barbonetti il 17 Marzo 2016 alle 7:47 am.

Grazie Padre Francesco per come ci spieghi con “semplicita’ ” l’immenso amore di DIO per noi.– Prego Maria e Giuseppe che mi aiutino a essere umili come loro per essere meno indegna possibile a questo amore, a non offendere questo amore.—-Ivana Barbonetti.

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Maria Giulia Mancini il 17 Marzo 2016 alle 12:54 am.

Vero. Dio ci è vicino, ma i suoi rappresentanti, NO. Un rappresentante di Dio, un giudice della Rota Mons. A.T. ha annullato il sacramento del mio matrimonio ingiustamente, giudice corrotto…
Se un religioso annulla ingiustamente un SACRAMENTO, perchè rispettare gli altri? Io non li rispetto più, ho fede, prego e basta . Non capisco come possa succedere una cosa del genere. Per il diritto civile se avviene una cosa del genere ci si rivolge e si fa una segnalazione al Consiglio Superiore della Magistratura che ne valuta il tutto. Per la Rota a chi bisogna rivolgersi? Il Papa non risponde alle mie comunicazioni…..Ecco i danni che procurano dei religiosi, bisognerebbe mandarli via dalla nostra Chiesa, facessero un altro mestiere…che vergogna!

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