Chi porta dentro di sé la forza di Dio, non usa violenza

Chi porta dentro di sé la forza di Dio, non usa violenza

Nel proprio messaggio Urbi et Orbi 2015, Papa Francesco ha invitato i cristiani ad essere “germogli di un’altra umanità, nella quale cerchiamo di vivere al servizio gli uni degli altri, di non essere arroganti ma disponibili e rispettosi“: contemplando Gesù Cristo che è risorto, rispondiamo  alla violenza e le guerre con il “coraggio umile del perdono e della pace“.

In un periodo lacerato di conflitti, tanto che il Pontefice più volte ha dichiarato che stiamo vivendo in una terza guerra mondiale, seppure vissuta a pezzetti; in un periodo nel quale ancora si uccide usando Dio per mascherare le proprie colpe, le parole del Santo Padre nel proprio messaggio pasquale toccano nel vivo: “chi porta dentro di sé la forza di Dio, il suo amore e la sua giustizia – ha detto il Vescovo di Roma – non ha bisogno di usare violenza, ma parla e agisce con la forza della verità, della bellezza e dell’amore“.

Gesù indica a tutti la via della felicità e della vita – ha aggiunto il Papa – questa via è l’umiltà, che comporta l’umiliazione. Questa è la strada che conduce alla gloria“.

Di questo ne abbiamo prova anche nel Vangelo di oggi, che ci mostra “Pietro e Giovanni che corsero al sepolcro e lo trovarono aperto e vuoto. Allora si avvicinarono e si “chinarono” per entrare nel sepolcro. – ha fatto notare Papa Francesco – Per entrare nel mistero bisogna “chinarsi”, abbassarsi. Solo chi si abbassa comprende la glorificazione di Gesù e può seguirlo sulla sua strada“.

Questo ci dice, nuovamente, che “solo chi si umilia può andare verso le “cose di lassù”, verso Dio (cfr Col 3,1-4). L’orgoglioso guarda “dall’alto in basso”, l’umile guarda “dal basso in alto”.” Così, anche oggi, che viviamo in un mondo che “propone di imporsi a tutti costi, di competere, di farsi valere” la risposta cristiana è quella di andare contro corrente, essendo umili.

Questa non è debolezza, ma vera forza! Chi porta dentro di sé la forza di Dio – ha scandito il Santo Padre – non ha bisogno di usare violenza, ma parla e agisce con la forza della verità, della bellezza e dell’amore“.

Infine il pensiero del Papa si è rivolto ai “tanti nostri fratelli perseguitati a causa del Suo nome, come pure di tutti coloro che patiscono le conseguenze delle violenze e dei conflitti in corso“.

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14 Commenti

luigi il 10 Aprile 2015 alle 11:32 am.

Caro Papa Francesco,
Non sono santo ne’teologolo ,filosofo.pedagogo ecc nel dire come semplice uomo che il perdono sulle violenze degli altri non esiste in natura sul istinto animale essendo dotato dalla creazione a preservare se stesso la sua famiglia e la sua razza dagli attacchi offensivi sul suo territorio.
Ma se ferito,,debole o ammalato non puo’ neppure fuggire lasciandosi al suo mortale destino.
Cosi’ credo che Gesu’ sulla croce non avendo genti o tribu’ armate a difenderlo accetto’ il destino insegnando agli uomini che anche i deboli,ammalati senza ricchezze e forza nelle armi su questa terra si deve morire ma serenamente di perdonare pregando a salvare la propria anima e quella degli assassini
Da qui il detto : la giustizia degli uomini non e’ quella di Dio.
Anche perche’ se Dio esiste sul immagine di Cristo perdonate loro: non sanno quello che fanno ! Non significa che da quel momento ,di croce, bisogna in eterno pregare e perdonare abbandonandosi al martirio di se stessi e degli affetti, ma reagire sul ignoranza dei sorprusi, con tutta la forza fisica, morale e materiale che oggi il popolo cristiano con la sua guida potrebbe dalla polvere rialzare la testa

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luigi crocco il 10 Aprile 2015 alle 11:12 am.

Caro Papa Francesco,
Non sono santo ne’teologolo ,filosofo.pedagogo ecc nel dire come semplice uomo che il perdono sulle violenze degli altri non esiste in natura sul istinto animale essendo dotato dalla creazione a preservare se stesso la sua famiglia e la sua razza dagli attacchi offensivi sul suo territorio.
Ma se ferito,,debole o ammalato non puo’ neppure fuggire lasciandosi al suo mortale destino.
Cosi’ credo che Gesu’ sulla croce non avendo genti o tribu’ armate a difenderlo accetto’ il destino insegnando agli uomini che anche i deboli,ammalati senza ricchezze e forza nelle armi su questa terra si deve morire ma serenamente di perdonare pregando a salvare la propria anima e quella degli assassini
Da qui il detto : la giustizia degli uomini non e’ quella di Dio.
Anche perche’ se Dio esiste sul immagine di Cristo perdonate loro: non sanno quello che fanno ! Non significa che da quel momento ,di croce, bisogna in eterno pregare e perdonare abbandonandosi al martirio di se stessi e degli affetti, ma reagire sul ignoranza dei sorprusi, con tutta la forza fisica, morale e materiale che oggi il popolo cristiano con la sua guida potrebbe dalla polvere rialzare la testa

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Loredana Trano il 7 Aprile 2015 alle 11:37 am.

CHI CONOSCE GESU’ NON PUO’ NON PARLARE DI LUI…
IL SIGNORE è IL MIO E IL PASTORE.. DI TUTTI E SO CHE L AMORE CHE POSSIEDE X ME MI RENDE FORTE E DOCILE AL MALE DELLA VITA Xè LUI E L AMORE E LA FORZA DEL MIO CUORE L ABBRACCIO CARAMENTE AL MIO CUORE E SPERO CHE MOLTI SACERDOTI RIFLETTANO Xè IN VOI C E LO SPIRITO SANTO …
SANTA GIORNATA …

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BARBARA BETTAZZI il 7 Aprile 2015 alle 11:29 am.

E’ QUESTA LA VIA GIUSTA…MA E’ ANCHE DIFFICILISSIMA IN BASE A CIO’ CHE DI MALE CI VIENE FATTO.., MA E’ ANCHE LA PIU’ GRANDIOSA QUANDO SI REALIZZA SENZA L’USO DI VIOLENZA IL PROGETTO DI DIO….

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