Diventiamo protagonisti della rivoluzione della tenerezza

Diventiamo protagonisti della rivoluzione della tenerezza

L’ecumenismo della carità è il cammino che permetterà a tutti i cristiani di giungere alla tanto desiderata unità. Non ha dubbi Papa Francesco che, durante la celebrazione comune della Riforma del 1517, presso la Cattedrale luterana di Lund, in Svezia, ha sottolineato come Gesù “è colui che ci sostiene e ci incoraggia a cercare i modi per rendere l’unità una realtà sempre più evidente“.

La separazione è stata un’immensa fonte di sofferenze e di incomprensioni“, ha ricordato il Papa, ribadendo come ora non si voglia “realizzare una inattuabile correzione di quanto è accaduto, ma «raccontare questa storia in modo diverso»“. Infatti, tra i frutti positivi che la Riforma ha portato alla Chiesa, troviamo l’aver “contribuito a dare maggiore centralità alla Sacra Scrittura nella vita della Chiesa“.

L’esperienza spirituale di Martin Lutero ci interpella e ci ricorda che non possiamo fare nulla senza Dio“, ha proseguito il Vescovo di Roma, “Gesù intercede per noi come mediatore presso il Padre, e lo prega per l’unità dei suoi discepoli «perché il mondo creda» (Gv17,21)“.

Il mondo sta aspettando da noi una testimonianza di unità poiché “come cristiani saremo testimonianza credibile della misericordia nella misura in cui il perdono, il rinnovamento e la riconciliazione saranno un’esperienza quotidiana tra noi. – ha aggiunto Papa Bergoglio – Insieme possiamo annunciare e manifestare concretamente e con gioia la misericordia di Dio, difendendo e servendo la dignità di ogni persona. Senza questo servizio al mondo e nel mondo, la fede cristiana è incompleta“.

E se le divisioni teologiche del passato necesiteranno ancora di cammino per essere superate, quello che è urgente dare oggi è la testimonianza dell’ecumenismo della carità, ovvero “sviluppare e consolidare una cultura di collaborazione per la promozione della dignità umana e della giustizia sociale” operando assieme per alleviare le sofferenze dei fratelli che soffrono.

Per noi cristiani“, cattolici e luterani assieme, “è una priorità andare incontro agli scartati, agli emarginati del nostro mondo e rendere tangibile la tenerezza e l’amore misericordioso di Dio, che non scarta nessuno, ma accoglie tutti. A noi cristiani oggi è chiesto di essere protagonisti della rivoluzione della tenerezza“.

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1 Commento

Ivana Barbonetti il 1 Novembre 2016 alle 7:47 am.

Ho seguito l’incontro ieri in diretta su TV 2000, ho visto tutto quello che accomuna noi cattolici con i luterani, primo l’amore in Cristo Gesu’, come ci insegno’ S. Agostino chi canta prega 2 volte, la loro liturgia e’ prevalentemente cantata. Mi conferma che se non abbiamo sentimenti di chiusura, prevaricazione orgoglio, vediamo quanto ci unisce.

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