I bambini sono un segno per verificare lo stato di salute della società

I bambini sono un segno per verificare lo stato di salute della societàNel pellegrinaggio del Santo Padre in Terra Santa 2014, per il cinquantesimo anniversario dell’incontro a Gerusalemme tra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora, la mangiatoia dove nacque e trovò primo ricovero Gesù, luogo nel quale si è celebrata la Santa Messa in Piazza della Mangiatoia a Bethlehem, è stata per Papa Francesco spunto di riflessione per dare una differente lettura dell’importanza e del significato dell’infanzia per il cristiano.

La riflessione del Pontefice prende spunto dalle Scritture che dicono, riferendosi a questo luogo santo, “L’angelo dice ai pastori: «Questo per voi il segno: troverete un bambino…»“: per il Popolo di Dio “il Bambino Gesù, nato a Betlemme, è il segno dato da Dio a chi attendeva la salvezza” e così anche oggi ogni bambino è un segno: “segno di speranza, segno di vita, ma anche segno “diagnostico” – ha commentato il Santo Padre – per capire lo stato di salute di una famiglia, di una società, del mondo intero”.

Infatti, continua Bergoglio, “quando i bambini sono accolti, amati, custoditi, tutelati, la famiglia è sana, la società migliora, il mondo è più umano“. Ma questo messaggio dell’angelo non si ferma nella storia di 2000 anni fa: “Dio oggi ripete anche a noi, donne e uomini del XXI secolo: «Questo per voi il segno», cercate il bambino…

Purtroppo… ci sono ancora tanti bambini in condizioni disumane, che vivono ai margini della società, nelle periferie delle grandi città o nelle zone rurali. Tanti bambini sono ancora oggi sfruttati, maltrattati, schiavizzati, oggetto di violenza e di traffici illeciti. – ha denunciato il Santo Padre – Troppi bambini oggi sono profughi, rifugiati, a volte affondati nei mari, specialmente nelle acque del Mediterraneo. Di tutto questo noi ci vergogniamo davanti a Dio che si è fatto Bambino“.

Così la domanda che il Pontefice ha rivolto alle coscienza di ciascun cristiano è stata “Chi siamo noi davanti a Gesù Bambino? Chi siamo noi davanti ai bambini di oggi? Siamo come Maria e Giuseppe, che accolgono Gesù e se ne prendono cura con amore materno e paterno? O siamo come Erode, che vuole eliminarlo? Siamo come i pastori, che vanno in fretta, si inginocchiano per adorarlo e offrono i loro umili doni? Oppure siamo indifferenti? Siamo forse retorici e pietisti, persone che sfruttano le immagini dei bambini poveri a scopo di lucro? Siamo capaci di stare accanto a loro, di “perdere tempo” con loro? Sappiamo ascoltarli, custodirli, pregare per loro e con loro? O li trascuriamo, per occuparci dei nostri interessi?

Anche oggi piangono i bambini, piangono molto, e il loro pianto ci interpella. – ha ulteriormente detto il Vescovo di Roma – In un mondo che scarta ogni giorno tonnellate di cibo e di farmaci, ci sono bambini che piangono invano per la fame e per malattie facilmente curabili. In un tempo che proclama la tutela dei minori, si commerciano armi che finiscono tra le mani di bambini-soldato; si commerciano prodotti confezionati da piccoli lavoratori-schiavi. Il loro pianto è soffocato – ha quindi ribadito Papa Francesco – il pianto di questi bambini è soffocato! Devono combattere, devono lavorare, non possono piangere! Ma piangono per loro le madri, odierne Rachele: piangono i loro figli, e non vogliono essere consolate“.

Share Button

Lascia il tuo pensiero con Giudea.com

3 Commenti

Franca Garavaglia il 26 maggio 2014 alle 7:43 pm.

E ci sono anche bambini che si ammalano di cancro, in tutte le società, ricche e povere!!
Io spero che il Santo Padre Francesco abbia letto di persona la mia lettera che parla proprio di bambini ammalati di cancro che noi dell’Associazione Bianca Garavaglia aiutiamo sostenendo la ricerca e il sostegno psicologico a loro e alle loro famiglie presso l’Istituto dei Tumori di Milano, maggior centro di ricerca e cura sui tumori solidi dei bambini.
L’Associazione è nata 27 anni fa in ricordo di Bianca, la mia piccola morta di cancro a soli sei anni, ed è portata avanti da tante mamme coraggiose che credono nella speranza di poter un giorno debellare questo dolore innocente. Grazie Papa Francesco per la tua attenzione ai bambini, sono il futuro del mondo e lo renderanno migliore con l’amore che noi sapremo donare, ciascuno per quel poco che può. Benedici il nostro lavoro e dacci la forza di continuare a lottare. Grazie.
Franca e tutte le mamme di ABG.
http://www.abianca.org è il nostro sito per conoscerci

Rispondi

chiara il 26 maggio 2014 alle 7:58 am.

Certo c’è troppa miseria nel mondo e chi ha la possibilità,diventa egoista e pensa solo a se stesso,invece di aiutare chi veramente ha bisogno ,prego che chi ha la possibilità economica per farlo aiutasse laghi ha bisogno,grazie papa Francesco per le tue parole,tu esprimi tutto il tuo amore e la tua umanità ,ti voglio bene grazie per esserci sempre.

Rispondi

gert snel il 25 maggio 2014 alle 4:48 pm.

paus fransesco there is coming an end on the wepens if jesus is coming back you are in the middle east they have so much wepens israel iran ruslandetc.etc,they want power and because its god peoplethey wants them killed because they hate them iam aprotestantand the church of rome has longtime ago killed protestantsa hole village naarden was killed so jesus can do it as ouer king of the world nobody els can do thatnot youandothers ofthe hole world god bless you gert snel holland

Rispondi

Lascia un commento

La tua e-mail non sarà pubblicata. Campi obbligatori *

È possibile utilizzare i seguenti codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.