Il Signore è con noi nelle “valli oscure” del nostro tempo

Il signore è con noi nelle "valli oscure" del nostro tempo

Il mistero della sofferenza, il mistero della morte dei bambini, il mistero della morte di Gesù sono stati al centro dell’omelia di oggi di Papa Francesco: prendendo spunto dalle Letture del giorno (Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62) il Santo Padre ha sottolineato come l’unica risposta possibile di fronte a certi eventi tragici che avvengono nella vita delle persone sia affidarsi a Dio, come fece Gesù sulla croce e come fa la donna delle Letture di oggi, la quale preferisce affidarsi a Dio, anche se questo la porterà a morte certa.

Ma dove sta il Signore, dove sei? Tu cammini con me?“: sono queste le domande che ci vengono alla mente “quando noi, oggi, guardiamo tante valli oscure, tante disgrazie, tanta gente che muore di fame, di guerra, tanti bambini disabili, tanti … tanti che adesso, tu chiedi ai genitori: ‘Ma che malattia ha?’ – ‘Nessuno lo sa: si chiama malattia rara’.” oppure quanto “vedi queste quattro sorelle trucidate: ma, servivano per amore, e sono finite trucidate per odio! Quando tu vedi che si chiudono le porte ai profughi e li si lasciano fuori, all’aria, con il freddo … Ma, Signore, dove sei Tu?“.

Anche Susanna, la donna giusta del Deuteronomio si poneva questa domanda, così coe se la pose Gesù, sulla croce, nel momento della sofferenza. “Gesù al Getsemani: ‘Padre, questo calice, no. Ma si faccia la Tua volontà’. Si affida alla volontà del Padre“, ha detto Francesco sottolineando come sia lo stesso che fa Susanna e lo stesso che dobbiamo fare noi. “Gesù sa che non finisce tutto, con la morte o con l’angoscia, e l’ultima parola dalla Croce: ‘Padre, nelle Tue mani mi affido!’, e muore così. – ha spiegato il Vescovo di Roma – Affidarsi a Dio, che cammina con me, che cammina con il mio popolo, che cammina con la Chiesa: e questo è un atto di fede. Io mi affido. Non so: non so perché accade questo, ma io mi affido. Tu saprai perché”.” È questa l’unica risposta possibile di fronte alle domande più estreme: affidarsi a Dio, come fece Susanna, come fece Gesù stesso.

Ci farà bene, oggi, pensare alla nostra vita, ai problemi che abbiamo e chiedere la grazia di affidarci alle mani di Dio. Pensare a tanta gente che neppure ha un’ultima carezza al momento di morire. – ha concluso Papa Francesco – Tre giorni fa è morto uno, qui, sulla strada, un senzatetto: è morto di freddo. In piena Roma, una città con tutte le possibilità per aiutare. Perché, Signore? Neppure una carezza … Ma io mi affido, perché Tu non deludi“.

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6 Commenti

Luciana serrati il 16 marzo 2016 alle 5:44 am.

c’è tanta sofferenza intorno a noi…questo è vero, ma, anzichè dire “Dio dove sei?” oppure “Dio dov’eri…quando la morte ha bussato alla porta di quei poveretti….? Dov’eri? perchè permetti tutto questo dolore?”… ma, cosa cosa avremmo potuto fare noi, per bloccare il male? Pregare di più, amare di più, abbattere i muri dell’odio e non dubitare della continua presenza del Signore accanto a noi.. Anch’io avevo un figlio solo, ma un tumore, me l’ha portato via …Non mi sono posta tante domande…Ho scelto Dio…e sapevo che la strada dell’amore è sempre attraversata dal dolore! La mia risposta, a questa prova, è stata, seppur con il cuore straziato, :”Signore, perdonami…forse dovevo pregare di più!” E ora ho cercato di unire un gruppo di preghiera per aiutare, anche chi non conosco, a soffrire di meno.

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Teodora il 16 marzo 2016 alle 12:13 am.

Non passi il messaggio che il perdono sia permissivismo al male
I giovani hanno bisogno d’esempi positivi.
La cupidigia non pretenda attribuzioni pretenziose, si accontenti di quanto è offerto spontaneamente.
Concedere o dare semplicemente ad intendere di potere fare del male, perché tutto è perdonato, non è AMARE.
Gesù fu crocefisso, perché l’individualismo, spinse egoisticamente a non esporsi. Dio, certamente non gioiva delle inique, atroci sofferenze inflitte al Suo unico, amato Figlio.
Amare è aiutare al ravvedimento. Amare è guidare alla riabilitazione. Amare è dare sollievo a chi soffre e mitigare chi fa soffrire.
Amare non è lasciare fare, senza alcun intervento correttivo.
A volte serve anche il rigore, che è amore se finalizzato al bene e alla salvezza di chi compie il male e di chi lo subisce..
Esortare a perdonare sempre e proclamare un “reato” non collimano.
Giustizia, ravvedimento e perdono cooperano alla pace e alla fratellanza.
La vita è un dono di Dio e va curata e tutelata, non lasciata marcire per indifferenza o facile acquiescenza.
Chi ha larga disponibilità di cure e mezzi, li spartisca con chi è solo e abbandonato a se stesso
Che Dio tuteli tutti, “liberandoci dal male”.
P.S. Perché si creano continui, onerosi problemi su questo sito?

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Celia Iniesta il 15 marzo 2016 alle 8:49 pm.

Su Santísima, en honor a la verdad y aquellos que la buscan, y con la única intención de hallar respuestas diré: Me conozco, conozco a mi creador, al Padre del Todo. La pureza de su humildad ante nosotros, siendo El TODOPODEROSO, me hace mirar al cielo y gritar en el pensamiento : ” Dios , cómo puedo ayudarte, qué tengo que hacer, y después hasta le ordeno : ” Yo quiero ayudar al mundo .. Quiero ayudarte.” Usted cree que esto es muy normal?, Si nos apoyamos en lo racional: Todo efecto tiene una causa. Y si nos apoyamos en lo irracional, nadie sabe más de misterio que nuestro Señor. No todos estamos preparados para la verdad, es más cada uno debe decicir cuanta verdad es capaz de soportar. El caso es que Dios me contesta y me dice en mi pensamiento: Que termine la carrera que estoy haciendo. La verdad es que mi trabajo de fin de carrera trata de Dios , en todas sus expresiones tanto en las artes como en las ciencias y desde su casa La Iglesia.. mil Gracias Santo padre, Buenas Noches.

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Teodora il 15 marzo 2016 alle 9:49 am.

Dio si aspetta anche che, chi ha il dovere e il compito d’intervenire per fermare e cambiare il libero procedere in ogni sovvertimento di valori, verità e moralità, non faccia il sordomuto inoperoso.

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Ivana Barbonetti il 14 marzo 2016 alle 10:49 pm.

Dio aiutaci a amare.—-

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Celia Iniesta il 14 marzo 2016 alle 10:35 pm.

Padre Santo , La fe es fácil perderla, difícil mantenerla, la fe nace del pensamiento y se cultiva en el corazón; el fruto en el alma , dónde mora el ESPÍRITU SANTO Y LA GRACIA DE DIOS.
Son tantos mis defectos que para mi es más fácil nombrar alguna que otra virtud que tengo, como todo hijo de Dios.
Creo que el BIEN es el camino. Y no otro. De mis defectos aprendo, de mis virtudes enseño, ante la adversidad me crezco. Doy gracias a Dios todos los días por la fuerza que me envía para así poder vivir sin indignarme por tanta personas sin conciencia sobre los graves gravísimos problemas del mundo.. Pues muchos piensan que el mundo les pertenece.. cuando la realidad es que sólo estamos de paso y el mundo es de quién lo creó , o sea . Dios, el gran arquitecto. Hoy la ciencia moderna cree más en Dios, que muchas personas sin formación científica. Así es Dios, TODO.

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