La missione del cristiano è portare ovunque la luce del vangelo

Nella seconda domenica di Quaresima all’Angelus si riflette sulla trasfigurazione di Gesù, così come viene raccontata dal Vangelo di Marco 9,2-10.

Il Figlio di Dio, dopo aver spiegato ai suoi discepoli che di lì a poco sarà messo a morte, “chiama Pietro, Giacomo e Giovanni e li porta con sé sulla montagna.” 

In un luogo importante nei vangeli, il monte, dove tante cose accadono, “ Egli si trasfigura davanti a loro. Il suo volto raggiante e le sue vesti splendenti, che anticipano l’immagine da Risorto, offrono a quegli uomini impauriti la luce, la luce della speranza, la luce per attraversare le tenebre: la morte non sarà la fine di tutto, perché si aprirà alla gloria della Risurrezione. Dunque, Gesù annuncia la sua morte, li porta sul monte e fa vedere loro cosa succederà dopo, la Risurrezione. ” 

È questo un monito che offre speranza, affinché possiamo ricordare “specialmente quando attraversiamo una prova difficile – e tanti di voi sanno che cos’è attraversare una prova difficile – che il Signore è Risorto e non permette al buio di avere l’ultima parola. ” 

Quando infatti nella vita siamo presi dallo sconforto, dalla paura di non farcela, quando davanti a noi non riusciamo a vedere nessuna via d’uscita dalla sofferenza e dai momenti bui che stiamo vivendo, abbiamo bisogno, allora, di un altro sguardo, di una luce che illumini in profondità il mistero della vita e ci aiuti ad andare oltre i nostri schemi e oltre i criteri di questo mondo. Anche noi siamo chiamati a salire sul monte, a contemplare la bellezza del Risorto che accende barlumi di luce in ogni frammento della nostra vita e ci aiuta a interpretare la storia a partire dalla vittoria pasquale.” 

E quando abbiamo ricevuto la pace nel cuore, non dobbiamo tenerla per noi ma portarla agli altri: “ accendere piccole luci nei cuori delle persone; essere piccole lampade di Vangelo che portano un po’ d’amore e di speranza: questa è la missione del cristiano. ” 

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1 Commento

Giovanni Gavini il 28 Febbraio 2021 alle 3:26 pm.

Santità Rev.ma, La ringrazio per le poche parole che mi ha scritto, Lei non può sapere quanto mi hanno reso felice, le porterò sempre nel mio cuore. Ho già tradotto in inglese alcuni passi della Sua predica all’Angelus e pubblicato su Twitter. La spiegazione del Vangelo odierno mi ha riempito di speranza, Gesù prima della Sua Resurrezione ha voluto mostrare ai tre Apostoli che non finisce tutto con la morte. Beati coloro che credono senza aver veduto e ascoltato Gesù. La Quaresima ci ricorda come il Messia ha superato le prove immani e l’ingratitudine della gente nonostante i Suoi miracoli. Questo si riverbera ancora oggi con i volontari che spendono il loro tempo e talvolta anche i soldi per la Comunità senza ricevere un grazie. Cordiali saluti e auguri di buon miglioramento per la Sua sciatalgia.
Con perfetta stima. Giovanni Gavini

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