Nell’accoglienza ai rifugiati è in gioco il senso stesso della nostra umanità

Nell'accoglienza ai rifugiati è in gioco il senso stesso della nostra umanità

La dichiarazione congiunta firmata da Papa Francesco e il Catholicos Karekin II ha sigillato il Viaggio Apostolico del Santo Padre in Armenia, segnando un nuovo traguardo nel cammino verso l’unità tra le due Chiese.

Tanti i punti toccati dalla dichiarazione, a partire dall’ecumenismo del sangue, quello che unisce tutti i martiri e fa in modo che questi non appartengano a una o all’altra Chiesa ma a tutte le Chiese, diventando così segno tangibile dell’unità cui i cristiani devono aspirare.

I martiri, dunque, trascendono le divisioni storiche tra i cristiani e ci invitano a riflettere su una emergenza del mondo moderno: il dramma delle persecuzioni e delle violenze alimentate dal fondamentalismo.

In un mondo tanto evoluto, la libertà di professare il proprio credo liberamente è ancora un sogno in molti luoghi del mondo tanto che, come sotto gli occhi di tutti, le minoranze etniche e religiose sono obiettivo di persecuzioni. Papa Francesco e il Catholicos Karekin II ribadiscono, per mezzo della dichiarazione congiunta, che il rispetto per le differenze religiose è, invece, condizione necessaria per la pacifica convivenza.

Diversamente si termina con l’usare la religione, in particolare per opera dei fondamentalisti religiosi, per giustificare la diffusione dell’odio, della discriminazione e della violenza. Ma la giustificazione di tali crimini sulla base di idee religiose – hanno ulteriormente affermato i due leader religiosi – è inaccettabile, perché Dio non è un Dio di disordine ma di pace.

L’urgenza alla quale devono tendere i cristiani, nella società moderna, è quella di “sviluppare vie di riconciliazione e di pace“, aprendo i cuori e le mani “alle vittime della guerra e del terrorismo, ai rifugiati e alle loro famiglie“. Nell’accoglienza dei rifugiati, concludono Papa Francesco e il Catholicos Karekin II, “è in gioco il senso stesso della nostra umanità, della nostra solidarietà, compassione e generosità, che può essere espresso in modo appropriato solamente mediante un immediato e pratico impiego di risorse“.

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1 Commento

Isabella il 27 Giugno 2016 alle 9:47 pm.

***che bello che bello che bello***Ma tu sei un gagliardo “vero”altro che!!!!! Il vero vigore e’ nel cuore…e questo rinvigorisce tutto il resto.L’amore e la verita’ danno,ripagano dando forza,di piu’ di quanta ne chiedano.Quante, quante volte, me ne sono accorta..! Oggi proprio,pensavo alla mia liberta’ interiore,che ho pagato a carissimo prezzo,ma che mi ha portato tanti regali,di DIO. Forse riesco a farti ridere…Fino a che ho avuto mamma,17 16 anni,mi sono sempre sentita dire da lei..: “stella mia,non ti sai tenere un cecio in bocca…”oppure..: e’ meglio che parli perche’ quando stai zitta e’ peggio!”..SI’ !! E’ poco tempo che ho imparato a non fare le facce,quando non apro bocca(sic!) e mi sono serissimamente impegnata a togliermi questo difettaccio,che ho sempre avvertito,per niente,affatto caritatevole!!Ma il vero verissimo di me,e’ che io abbia parlato sempre molto poco,per quanto invece abbia sempre molto,molto ascoltato gli altri…..Sapessi quante tragedie ho raccolto,mi devi perdonare ma,altro che prete! A tutte le ore del giorno e della notte.Stop.stop.
L’aria e’piu’ fresca stasera,e mentre tornavo c’era un cielo con delle pennellate..da lacrime.Mi sarei tanto voluta fermare,l’avrei voluto ritagliare,come una cartolina…e mandartelo… invece di queste parole,sceme,che non dicono niente…di quello che vorrei dirti
DIO e’ con Te*************
Isabella

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