Non siamo padroni della vita: dobbiamo accettare le fragilità

Non siamo padroni della vita: dobbiamo accettare le fragilitàNella giornata di ieri Papa Francesco ha voluto inviare un proprio video messaggio per gli ammalati del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma per scusarsi della sua mancata presenza alla celebrazione del 27 giugno scorso: il messaggio è stato occasione anche, per il Pontefice, di toccare la tematiche della malattia vissuta in prima persona.

Tutto era pronto” per l’incontro del 27 giugno scorso, ha spiegato Bergoglio con una alta cifra di vicinanza e calore umano, “i miei più stretti collaboratori erano già al Gemelli ma un forte mal di testa che avevo fin dalla mattina – ha detto – e che speravo passasse invece è andato peggiorando e a questo si è aggiunta anche nausea, e così le cose… non sono potuto andare“.

Dobbiamo prendere atto, “come ben sapete” ha voluto precisare il Santo Padre “che noi non siamo padroni della nostra vita e non possiamo disporre a nostro piacimento. Dobbiamo accettare le fragilità“.

Fragilità che il Papa stesso ha sperimentato in quella sua indisposizione che non gli ha permesso di partecipare all’incontro. Tuttavia è proprio lo sperimentare la fragilità del corpo che rende possibile “testimoniare con forza alle persone che stanno accanto, come il bene prezioso della vita è il Vangelo, l’amore misericordioso del Padre e non i soldi o il potere“.

Infatti anche quando una persona è, nelle logiche mondane, importante – ha commentato Papa Francesco – non può aggiungere un solo giorno alla propria vita“.

L’estate è “un tempo difficile soprattutto per i malati e per gli anziani che restano più soli e che trovano con maggior difficoltà per alcuni servizi soprattutto nelle grandi città“. È per questo che in questo periodo nel quale “le difficoltà della vita sembrano diventare ancora più forti” bisogna coltivare “nella preghiera il gusto delle cose di Dio” ed essere “testimoni che solo in Dio è la vostra forza“.

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8 Commenti

velleda il 18 luglio 2014 alle 12:36 pm.

Spesso penso a quanto ci dice il nostro caro Papa. Quando i dolori fisici si fanno più forti, volgo il mio pensiero a chi sta peggio di me.Sono vicina a tutti coloro che soffrono e prego per loro,non per me perchè comprendo quanto la nostra vita non ci appartiene. Mi auguro però che ci illumini,che ci tenga vicino al nostro carissimo Papa,che gli dia tanta salute. Abbiamo bisogno,in questo orribile mondo di una parola di conforto di aiuto per poter proseguire sulla strada del bene. velleda

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Giuseppina il 15 luglio 2014 alle 7:58 pm.

Caro Papa Francesco,questa esortazione giornaliera e’ diventata per me un pensiero d’amore di un padre al proprio figlio.

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sara il 15 luglio 2014 alle 11:47 am.

Tutto dipende se si segue la persona o la parola del Signore di quello dice dentro. Se seguiamo la persona c’è il rischio di rimanere delusi, visto che siamo tutti dotati a un limite umano e come diceva S. Paolo : – non è possibile accontentare ciascuno !…
Mi dispiace per i delusi , posso dire la mia esperienza e in un certo qual modo mi sento una privilegiata. So’ soltanto che ascolto la parola e poi la medito e cerco con l’aiuto del Signore di capire per poi poterla mettere in pratica e non aspetto che siano altri ad metterla in pratica prima, se rendiamo viva la parola del Signore dentro di noi , vi si aprirà tutte le porte. Prima viene il Signore e poi il Papa e lo continua dire pure papa Francesco se poi non si ascolta non ne può lui.
Bisogna vedere cosa si va cercando un emozione umana o dietro a questo emozione ci possa essere la presenza dello Spirito Santo del Signore?
Arrivo al dunque posso testimoniare la mia esperienza al Vaticano, eppure vivo pure io una malattia grave che mi curo con terapia a salvavita, che sono scesa due volte allo sbaraglio da sola ,approfittando la tregua che la salute mi dà, ma con il pensiero di preghiera e pellegrinaggio , senza prenotazione e nessuna raccomandazione. Certo il mio desiderio era di incontrare il papa , tra me e me pensavo è inutile raggiungerlo, visto che non avevo prenotato, però mi sentivo già contenta se lo potevo vederlo da lontano e sentirlo dal vivo. Lì per lì apparentemente sembrava un viaggio inutile , però mi sono detta :- di scuro il Signore non mi manderà a casa digiuna! che quello che devo ricevere , riceverò(riferendomi alla parola di DIO).
E così è stato la prima volta ho trovate tutte le porte aperte e mi sono trovata in sala Paolo VI e ho avuto incontro con il Papa a tu per tu,cioè mi hanno fatto passare senza tante burocrazia. E così è stato quando sono andata x la seconda volta che mi sono trovata in prima fila nella S.Messa di S.Pietro e Paolo . Sarò particolare io o qualche Santo mi sta guidando, perchè ne resto stupita e meravigliata pure io!
perchè anche per la seconda volta mi aspettavo di finire come minimo infondo alla chiesa. E dirò di più l’ omelia che ho ascoltato l’ho sentita mia.
Dopo tutto anche Gesù predicava in pubblico, non risulta che avesse mai predicato di nascosto . E quante volte gli avrebbero voluto metterli le mani addosso , fino a quando non era venuta la sua ora.
Ora non dico di prendere tutto come oro colato quello che dice un tizio o caio , ma di accogliere la parola e avere un discernimento di Spirito, lo spirito dentro di te ti farà capire se uno quello che dice se è fattibile.
ma se ci fermiamo all’ aspetto facilmente ci restiamo delusi. Gesù è venuto per darci la possibilità di una via di uscita cambiando un nostro modo di vivere che ci fa stare male e se aspettiamo che siano altri a cambiare , certo l’esempio ci può essere di aiuto, ma comunque la dobbiamo fare nostra, allora trovi la vita.
A che serve avere migliaia di bravi ragazzi intorno a se , se poi si rimane fermi dove ci si trova? Al massimo sarai sempre malcontento. buona serata. Sara

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Paolo Francesco Barbaccia Viscardi il 15 luglio 2014 alle 8:35 am.

Nella giornata di ieri Papa Francesco ha voluto inviare un proprio video messaggio per gli ammalati del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma per scusarsi della sua mancata presenza alla celebrazione del 27 giugno scorso: il messaggio è stato occasione anche, per il Pontefice, di toccare la tematiche della malattia vissuta in prima persona.

IO GREDEVO IN PAPA FRANCESCO.
I Papi si possono chiamare Francesco o come vogliono, ma rimangono sempre Papi ciò è Capi di Stato. Hanno bisogno di pubblicità. Io li ho mandato un mio libro di Poesie e non mi ha detto nemmeno che fa schifo.
Caro Papa Francesco,io sono Paolo Francesco e sono quello malato di tumore, credo in Dio, ma non più nell’Uomo sempre in TV comungue Granzie per non avermi risposto,di SANTI chiamati Francesco ce ne stato UNO SOLO.

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dattilo luigi(scultore) il 15 luglio 2014 alle 8:11 am.

Noi non siamo padroni della nostra vita,ma e’ tutto nelle mani di nostro Signore.Dobbiamo essere forti nella preghiera e ricevere i sacramenti ler avere la forza di andare avanti se ci rechiamo spesso al sacramento della riconciliazione le parrocchie fioriscono.Niente deve fermarci,la perseveranza e’ l’arma del cristiano e partecipazione alla Santa Messa con fervida partecipazione per rivitalizzare la nostra fragilita’.

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Rita Cabras il 15 luglio 2014 alle 6:41 am.

La Misericordia del Signore più grande di qualsiasi peccato l’uomo possa commettere;” dettami con l’isotopo e sarò più bianco che neve”. Ma dice anche: siate santi come ” IO” sono Santo!. Il male dell’uomo è la propria corruzione, la miope avidità lo conduce in tutte le sue azioni la brama di possedere mai sazio di beni che sono già cibo per la tignola; si può senz’altro concludere che l’uomo è sostanzialmente stupido! forse va rivista la teoria che l’uomo è fatto a somiglianza di DIO la cui intelligenza è notorio èè imperscrutabile e insondabile quanto l’ignoranza, per volontà, dell’uomo nelle cose di DIO. Victor Hugo diceva: c’è chi pagherebbe per corrompersi che bene si battaglia ai nostri politici. Il Signore sia lodato. Rita Cabras

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silvia il 15 luglio 2014 alle 2:08 am.

carissimo papa Francesco,
sono tra quelle che hanno sperimentato la malattia e la sperimentano giorno per giorno!
causa febbri reumatichei fino all’età di 12 anni si è ammalato il cuore: sostituita valvola mitralica, poi la tiroide … ma preso atto della situazione la vita procedeva normale!
ora il Parkinson! questa mi pesa, questa faccio difficolà ad accettare anche se mi ha dato una preghiera continua nel chiedere a Gesù, Maria e tutti i santi di aiutarmi in tutto ci ò che faccio dal lavarmi i denti al lavare i piatti … ancora mi ha dato di essere consapevole che tutto è DONO anche solo muovere un dito! chiedo continuamente perdono per non averLo ringraziato per quanto avevo!!
silvia moglie, madre, nonna di 4 bellissime nipoti
mi piacerebbe pensare che tu possa leggere questa mia e che tu possa elevare a Dio una breve preghiera per i miei figli, nuore e nipoti e anche per mio marito e per me …. chissà!!!

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nunzia il 16 luglio 2014 alle 9:44 pm.

Cara Silvia, sie bella come un sole, e Jesu te vuole molto bene!!!

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