Povertà e cambiamenti climatici: ecologia e giustizia

Povertà e cambiamenti climatici: ecologia e giustizia

I poveri sono coloro che più soffrono per le implicazioni sociali dei cambiamenti climatici in atto: è stato questo l’allarme lanciato da Papa Francesco durante il meeting promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, avente quale tema la “Giustizia Ambientale e Cambiamenti Climatici”.

È proprio in ragione del fatto che i poveri sono coloro che patiscono con maggiore durezza le conseguenze dei cambiamenti ambientali che la questione del clima diventa una questione di giustizia sociale, ha espresso il Vescovo di Roma – “e anche di solidarietà, che dalla giustizia non va mai separata. È in gioco la dignità di ognuno, come popoli, come comunità, come donne e uomini“.

Come già aveva avuto modo di esprimere in passato, durante altri interventi pubblici aventi a tema il clima, il Pontefice ha ricordato come “scienza e la tecnologia mettono nelle nostre mani un potere senza precedenti: è nostro dovere, verso l’umanità intera e in particolare verso i più poveri e le generazioni future, utilizzarlo per il bene comune“. Si tratta, sostanzialmente, di invertire il modo di pensare al futuro: al posto della la classica visione che saremo noi a lasciare in eredità questo mondo alle prossime generazioni, il Pontefice invita a pensare piuttosto che sono le prossime generazioni che hanno prestato a noi il pianeta Terra e noi abbiamo la responsabilità di restituirlo a questi, migliorato.

Dobbiamo avere il coraggio di assumere le nostre responsabilità: “ognuno è chiamato a rispondere personalmente, nella misura che gli compete in base al ruolo che occupa nella famiglia, nel mondo del lavoro, dell’economia e della ricerca, nella società civile e nelle istituzioni. – ha aggiunto Bergoglio – Non sfoderando improbabili ricette: nessuno le ha! Piuttosto offrendo quanto ha capito al dialogo e accettando che il proprio apporto sia messo in discussione: a tutti è richiesto un contributo in vista di un risultato che non può essere che frutto di un lavoro comune. Il grande nemico qui, è l’ipocrisia“.

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5 Commenti

Chantal Borel Fasanella il 3 Settembre 2016 alle 10:10 am.

Buenos dias:

Todos somos responsbles de las decsiones que tomemos ante la temàtica climàtica, ecologica, juridica y sobre todo siempre practicando actos de misericordia concretos hacia los màs fràgiles,quiénes necestitan de nuestra ayuda en todo tiempo y circunstancia.Amén!

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teodora il 13 Settembre 2015 alle 10:32 pm.

In ogni ambito esistono i furbi
Si dice anche che la furbizia ha le gambe corte.

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teodora il 13 Settembre 2015 alle 2:58 pm.

Non occorrono ancora parole.
Se si è recepito ed accolto, si vedranno i risultati.
SIA FATTA LA VOLONTA’ DI DIO

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Ivana Barbonetti il 13 Settembre 2015 alle 8:24 am.

Quanto scrivo non e’ per dimostrare che sono “brava”, E’ SOLO A DIO CHE DEVO RENDERE CONTO, ma’ per far comprendere ai fratelli e sorelle che credono tutto facile che non e’ cosi, 20 anni fa’ ero oggetto di scherno delle cassiere dei supermercati perche’ mi portavo le buste di stoffa, -per loro, nonostante spiegavo il valore ecologico di questo, ero quella che per risparmiare £10 mi portavo le buste, un’avara. Pensate a tutti quelli che le compravano facendo pubblicita’ gratuita ai svariati supermercati che scrivevano in grande il loro nome, all’abbandono in tutti i posti di questo materiale non biodegradabile. Io non ho forse inciso con il mio comportamento corretto e rispettoso dell’ambiente, ma DIO lo ha visto, e questo a me basta….Ivana Barbonetti.

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antonio il 13 Settembre 2015 alle 3:16 am.

Primero ética y moral. Hambre las pasaron todos nuestros ancestros. Muchos progresaron y muchos siguen igual.

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